"Carne agli ormoni dal Canada in Europa? Impossibile saperlo", la denuncia di un audit Ue

I controlli nel Paese nordamericano sarebbero a rischio conflitto di interessi per i rapporti tra veterinari e industrie. Il Movimento 5 stelle attacca: "La Commissione europea conferma tutti i dubbi che abbiamo sempre avuto sul Ceta"

Il premier canadese Justin Trudeau / Foto archivio Ansa

Il rapporto è stato pubblicato in sordina nel maggio scorso, ma solo adesso alcune ong francesi hanno scoperto delle sua esistenza e, soprattutto, le sue preoccupanti conclusioni: la carne che dal Canada arriva nei Paesi Ue grazie al Ceta, il contestato accordo di libero scambio entrato in vigore nel 2017, potrebbe contenere ormoni, cosa vietata in Europa dal lontano 1998. Il motivo va cercato nelle lacune nei controlli degli ispettori veterinari canadesi, oltre al conflitto di interessi che lega tali ispettori all'industria della carne. A scriverlo sono gli esperti della Commissione europea mandati per la prima volta in Canada a valutare la situazione degli allevamenti. 

Secondo gli esperti della direzione generale Salute di Bruxelles, il sistema di tracciabilità del bestiame nel Paese nordamericano presenta diversi "difetti". I database incompleti non tracciano efficacemente gli animali etichettati come "privi di ormoni", e questo comporta il rischio che quelli potenziali destinati al mercato Ue vengano confusi con il bestiame allevato con gli ormoni. L'audit indica anche un "potenziale conflitto di interessi" tra i veterinari responsabili della valutazione del rispetto delle norme sanitarie: lavorando a titolo privato, sono "pagati dagli operatori che controllano", fornendo loro , parallelamente, "assistenza zootecnica e sanitaria".

Tutte queste questioni erano già state sollevate in un precedente audit nel 2014: sono passati sei anni da allora e tre dall'entrata in vigore del Ceta, ma a quanto pare il Canada non ha ancora affrontato queste criticità. La conclusione degli esperti europei è severa: l'attuale sistema "non è in grado di garantire che solo gli stabilimenti pienamente conformi continuino a comparire nell'elenco degli stabilimenti autorizzati ad esportare nell'Ue". Uno smacco pesante per uno dei punti più discussi dell'accordo, ossia quello relativo all'export di carne dal Canada all'Ue, che sta triplicando grazie proprio al Ceta: solo in Italia, secondo Coldiretti, vi è stato un aumento del 98% delle importazioni di carne canadese tra il primo semestre del 2020 e lo stesso periodo del 2019. 

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“La Commissione europea conferma tutti i dubbi che abbiamo sempre e coerentemente avuto sul Ceta e sulle conseguenze di questi trattati commerciali che non hanno a cuore la salute dei cittadini - dice Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo - E' arrivato il momento di cambiare le regole e di aumentare i controlli sugli alimenti, altrimenti a pagarne le conseguenze saranno i cittadini che vogliono mangiare cibo sano e sicuro", conclude.

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