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Lunedì, 20 Maggio 2024
Sostanze a rischio

Chi "mangia" più pesticidi in Europa

L'Italia fa meglio di Spagna e Germania, ma a livello Ue la tendenza generale è quella di un aumento dei residui di queste sostanze negli alimenti oltre i limiti di legge

Residui dei pesticidi riscontrati negli alimenti in aumento a livello europeo. È quanto emerge dall'ultimo report realizzato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a partire dai dati sulla presenza di queste sostanze nei cibi, su un totale di 87.863 di campioni raccolti nell'Ue. In Italia, su 1.492 campioni analizzati, il tasso di non conformità è dello 0,4%. In Spagna, dove sono stati analizzati 800 campioni, si sale all'1,38%. La Francia, dove sono stati analizzati 2.098 campioni si ferma allo 0,24%. Peggio fa la Germania. Nei 2.060 elementi analizzati da Berlino è stato riscontrato l'1,12% oltre i limiti. In media nell'Unione europea il tasso di non conformità è pari all'1,3% .

La verifica, completa di una mappa interattiva, è stata effettuata grazie allo specifico programma di controllo coordinato dall'UE (Eucp), che nel complesso ha riscontrato che il 97,9% dei campioni rientrava nei limiti fissati dalla normativa Ue. Il programma preleva campioni a caso da 12 prodotti alimentari. Per il 2021, nell'ambito di frutta e verdura, si trattava di: melanzane, banane, broccoli, pompelmi, meloni, peperoni e uva da tavola. A questi si aggiungono: funghi coltivati, olio vergine d'oliva, grano, grasso bovino e uova di gallina.

Dei campioni analizzati nell’ambito del programma coordinato: in totale, sono risultati "fuorilegge" 295 campioni a livello europeo, cioè il 2,1% conteneva residui superiori ai livelli consentiti. Il programma utilizza a rotazione triennale panieri degli stessi prodotti, in modo da poter individuare tendenze in aumento o diminuzione. Grazie a questo sistema è emerso che la tendenza dei residui di pesticidi è in aumento, essendo passato dall'1,4% del 2018 al 2,1% del 2021. In tale anno gli Stati membri avevano richiamato l'attenzione sulla maggior presenza di residui di pesticidi nei pompelmi importati da Paesi extraeuropei, ragion per cui la Commissione europea ha aumentato i controlli alle frontiere.I risultati elaborati dall'Efsa derivano da programmi di monitoraggio effettuati dagli Stati membri e dalla Norvegia. Secondo l'Autorità, conclude il rapporto, "è improbabile che i prodotti alimentari analizzati nel 2021 rappresentino un problema per la salute dei consumatori".

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