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"Arsenico e piombo nel cibo per neonati ": allarme in Usa e Cina

Una inchiesta commissionata dal Congresso americano denuncia contaminazioni in alcuni alimenti destinati all'infanzia. I produttori si difendono: "Dati obsoleti"

Arsenico, piombo e altri metalli tossici che possono danneggiare lo sviluppo del cervello. E la cui presenza a livelli considerati allarmanti è stata riscontrata in diversi alimenti, anche biologici, destinati a neonati e bambini. E' quanto denuncia un rapporto del Congresso Usa, condotto dalla sub-commissione per la tutela dei consumatori dopo la denuncia della ong Healthy Babies Bright Futures.

Standard sotto accusa

Sotto accusa, scrive Reuters, sono finiti marchi noti non solo negli Usa come Gerber, Beech-Nut, Hain Celestial e Nurture. Le 4 aziende, va detto, sono le uniche di cui nel report sono presenti i risultati, mentre altre 3 società di alimenti per bebè (Walmart, Sprout Foods e Campbell Soup) non avrebbero collaborato, stando a quanto sostiene la sub-commissione. Per Raja Krishnamoorthi, deputato democratico che ha curato la presentazione del rapporto, "questi produttori vendono consapevolmente alimenti per l'infanzia contenenti alti livelli di metalli pesanti tossici. È ora che sviluppiamo standard decisamente migliori per il bene delle generazioni future".

Il problema, stando alle accuse, sarebbe proprio negli standard e nelle procedure adottate dalle aziende e su cui la Food and drug administration (Fda), l'agenzia Usa per la sicurezza alimentare, sembra aver chiuso più di un occhio: a quanto pare, alcuni produttori avrebbero testato i singoli ingredienti, ma non il prodotto finito. E questo avrebbe aiutato a nascondere le tracce di metalli tossici. Secondo il rapporto, anche l'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump avrebbe ignorato un documento "che rivelava un aumento dei rischi di metalli pesanti tossici negli alimenti per bambini". 

La difesa dei produttori

Un portavoce Fda ha detto alla Reuters che è in corso una valutazione da parte dei loro esperti. Anche se il rapporto getta ombre anche sull'operato dell'agenzia: "Poiché non possono essere completamente rimossi, il nostro obiettivo è ridurre l'esposizione agli elementi tossici negli alimenti nella massima misura possibile", ha detto (quasi come giustificazione) un rappresentante della Fda, aggiungendo che gli elementi tossici riscontrati sono presenti nell'ambiente ed entrano nell'approvvigionamento alimentare attraverso il suolo, l'acqua o l'aria. 

I produttori hanno rilasciato dichiarazioni simili: se Walmart sostiene di aver collaborato alle indagini, i marchi sotto accusa, come Hail Celestial, sostengono che "il rapporto ha esaminato dati obsoleti". Vero o no, la notizia dagli Usa è rimbalzata in Cina, facendo intervenire la Nestlé: già, perché la Gerber, uno dei marchi sotto accusa, è ben presente sul mercato cinese. E a quanto pare, sui social del Paese si sarebbe scatenato un putiferio, con inviti al boicottaggio. 

Polemiche anche in Cina

Un rappresentante di Gerber ha spiegato che gli elementi tossici riscontrati dall'indagine del Congresso Usa si sono riversati naturalmente nel suolo e nell'acqua in cui vengono coltivate le colture e sono stati necessari più passaggi "per ridurre al minimo la loro presenza". A ogni modo, ha precisato la Nestlè, "tutti gli articoli Gerber prodotti in Cina sono conformi agli standard di sicurezza alimentare cinesi sugli alimenti complementari per neonati e bambini". Aspetto che sarebbe confermato dal fatto che le autorità di Pechino non hanno chiesto il ritiro dei prodotti incriminati dal mercato.

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