Cibo, in Italia crollano i controlli: 10 anni fa erano il triplo

La denuncia della Beuc, l'associazione dei consumatori europei. Il problema non riguarda solo il Belpaese ma tutta l'Ue. Ispezioni in calo anche sugli alimenti più a rischio per la salute

Si sente spesso ripetere che l'agroalimentare made in Italy non è solo tra i più salutari al mondo, ma anche tra i più sicuri. E questo per via degli stretti controlli da parte delle autorità pubbliche su imprese agricole e industrie alimentari. Un'affermazione che aveva una base solida 10 anni fa, quando le ispezioni annuali coprivano un terzo degli stabilimenti del Belpaese. Ma non oggi: stando alle ultime rilevazioni, infatti, i controlli sanitari sono crollati dai 407mila del 2008 ai 176mila del 2017. A fronte di un numero di imprese rimasto pressoché invariato. Nei fatti, solo il 14,7% dei produttori della filiera agroalimentare italiana hanno avuto delle ispezioni. A denunciarlo è un report della Beuc, l'associazione europea dei consumatori.L'indagine ha riguardato 12 Paesi Ue, tra cui per l'appunto l'Italia. Scoprendo che il trend al ribasso in quanto a controlli sanitari non riguarda solo noi, anzi. 

Pochi controlli e scarsa trasparenza

Le risorse umane e finanziarie per i controlli alimentari stanno diminuendo un po' in tutta l'Ue, così come il numero di controlli, rileva la Beuc. Alcuni addetti ai controlli hanno segnalato di "non disporre delle risorse necessarie per svolgere le proprie funzioni", si legge nel report. I controlli sugli alimenti che hanno maggiori probabilità di causare intossicazioni - come uova, latte e carne - stanno diminuendo. Gli Stati membri, poi, "danno poca o nessuna priorità ai controlli di etichettatura". E a fronte di questo, si registra anche un deficit di trasparenza: solo pochi Paesi, infatti,  scelgono di pubblicare i risultati delle ispezioni dei singoli operatori e di informare i consumatori sugli standard di igiene nei ristoranti e nei negozi di alimentari. Manca inoltre la possibilità di avere una visione d'insiema sullo stato sanitario dell'industria agroalimentare europea, dato che gli Stati membri pubblicano "rapporti irregolari" che "rendono difficili, se non impossibili, i confronti". 

Le reazioni

"Di recente abbiamo assistito a diversi scandali alimentari, come latte per bambini e uova contaminati, o carne venduta al mercato ma non adatta al consumo umano - dice Monique Goyens, direttrice generale della Beuc -. La sfiducia dei consumatori nei prodotti alimentari alla fine danneggia le imprese e l'economia nel suo complesso", aggiunge. Ecco perché la Beuc chiede agli Stati membri dell'Ue di investire di più nei controlli. 

Per l'associazione dei consumatori, un aiuto in tale ottica potrebbe arrivare dall'applicazione del nuovo Regolamento Ue sui controlli, che prevede sanzioni più severe per chi viola le norme sanitarie e una maggiore trasparenza nelle ispezioni lungo tutta la filiera. Per il commissario Ue alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, "atteggiamenti rilassati in materia di sicurezza degli alimenti sono sempre controproducenti e gli Stati membri hanno la responsabilità di garantire un livello adeguato di controlli ufficiali". Il lassismo, aggiunge, "minaccia la salute pubblica, influisce sulla fiducia dei nostri cittadini e dei nostri partner commerciali nel sistema alimentare dell'Ue nel suo insieme".

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