Pesticidi ed 'effetto cocktail', l'Ue rassicura: "No gravi rischi da alimenti"

Secondo l'Efsa, l'esposizione dei consumatori alle tracce di sostanze chimiche usate in agricoltura e accumulate nel cibo è inferiore ai limiti di sicurezza. No a modifiche di legge, dunque. Ma diverse organizzazioni avevano invece chiesto norme contro il 'multiresiduo'

La maggior parte della frutta e della verdura che consumiamo ogni giorno contiene residui di più pesticidi, ma è a norma. Il motivo è che ogni traccia di sostanza fitosanitaria presa singolarmente non supera i limiti di legge. Tutto ok, allora? No, secondo diverse organizzazioni non governative, che da anni chiedono all'Ue di fissare delle soglie per il "multiresiduo" (o "effetto cocktail"), ossia l'accumulo di tracce di pesticidi, che secondo alcuni studi provocherebbe danni alla salute. Una prima risposta a queste richieste è arrivata dall'Efsa, l'agenzia per la sicurezza alimentare dell'Ue, che rassicura: il rischio per i consumatori dall'esposizione all'effetto cocktail è inferiore ai limiti di sicurezza che farebbero scattare la revisione delle norme Ue.   

Dunque, no a modifiche alla legge. Almeno per ora. Quelle dell'Efsa sono solo delle conclusioni preliminari cui sono giunti gli esperti dopo aver applicato una nuova metodologia per analizzare l'impatto sulla salute di residui di gruppi di pesticidi negli alimenti. "Il parere non è definitivo perché si tratta di due valutazioni pilota - spiega l'Ansa - una sugli effetti cronici sul sistema tiroideo e l'altra gli effetti acuti sul sistema nervoso. L'Efsa prevede di continuare il lavoro con analisi sugli effetti su sistema riproduttivo, fegato, occhio e surrene. Le valutazioni, inoltre, saranno ora sottoposte a una consultazione pubblica".

Si vedrà. Legambiente, dal canto suo, sottolinea come "sia noto da anni che le interazioni di più e diversi principi attivi tra loro possano provocare effetti additivi o addirittura sinergici a scapito dell'organismo umano". Nel suo report "Stop pesticidi", l'organizzazione segnale come il 34% dei prodotti agroalimentari consumati ogni giorno in Italia contengano residui di pesticidi. E che Il multiresiduo è più frequente del monoresiduo: è stato ritrovato nel 18% del totale dei campioni analizzati nello studio, rispetto al 15% dei campioni con un solo residuo. Questo accade soprattutto nella frutta: nel 64% delle pere, nel 61% dell'uva da tavola e nel 57% delle pesche. 

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Tra i casi più eclatanti, quello dei peperoni provenienti dalla Cina: contenevano residui di ben 25 prodotti fitosanitari diversi.

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