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Covid, rischio contagio dai cibi surgelati? Cosa c'è di vero nell'ultimo allarme sulla pandemia

Uno studio in Cina suggerisce la possibilità che il coronavirus possa passare da pesce e carne congelati all'uomo. L'Oms lo esclude. Chi ha ragione?

Anche i prodotti alimentari surgelati possono contenere il Sars-Cov-2. Almeno è questa la denuncia delle autorità di Pechino che hanno segnalato cinque nuovi casi negli ultimi giorni: due confezioni di pesce indiano, un campione di salmone russo e due imballi di manzo argentino. La Cina teme che l'import di carne e pesce congelati possa aprire un varco nel muro alzato per fermare il ritorno del virus. Ma cosa c'è di vero dietro l'ultimo degli allarmi sulla pandemia di Covid-19?

Gli studi di Cina e Singapore

Da un punto di vista scientifico, stando a quanto ricostruito dall'agenzia Agi, ci sono degli studi a sostegno di questa tesi. Uno di questi risale ad agosto ed è stato realizzato dagli esperti del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie: i virologi spiegano di aver identificato e isolato un campione di coronavirus sull'imballaggio esterno di una confezione di merluzzo congelato. Il loro lavoro è stato pubblicato sulla piattaforma online BioRxivma è in attesa ancora di revisione. 

Gli stessi autori sottolineano che, "sebbene le basse temperature tipiche della refrigerazione possano effettivamente contribuire alla diffusione del virus, la vicinanza tra i lavoratori e il numero di persone coinvolte nell'imballaggio di prodotti surgelati potrebbero svolgere un ruolo più significativo sulla facilità di trasmissione dell'infezione nei centri di refrigerazione", scrive l'Agi.

"Il virus sopravvive al freddo estremo"

Dal semplice materiale genetico inattivo e incapace di replicazione fino all'agente patogeno infetto, diverse testimonianze sembrano suggerire che il virus potrebbe effettivamente sopravvivere alle basse temperature e all'interno di prodotti surgelati, dato che diverse ricerche testimoniano la capacità di Sars-Cov-2 di resistere inalterato a basse temperature nonostante tempi prolungati di esposizione al freddo.

Stando ai risultati di un altro lavoro, pubblicato sulla stessa piattaforma, degli esperti dell'Università di Singapore, il virus potrebbe sopravvivere su carne e pesce congelati per archi di tempo fino a tre settimane, il che, secondo gli scienziati, potrebbe spiegare la ricomparsa di focolai di Covid-19 in regioni con apparente eradicazione locale, come gli episodi epidemici di Pechino registrati dopo settimane caratterizzate dall'assenza di nuovi casi.

Usa e Oms: no prove, ma lavatevi le mani

Di diverso avviso gli esperti di Usa e Oms: "Non ci sono prove che il packaging alimentare - si legge sul sito ufficiale della Food and drugs administration (Fda) americana - sia associato alla trasmissione di Covid-19". Anche i vertici dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sembrano escludere l'eventualità che la catena di approvvigionamento alimentare possa rappresentare un veicolo di trasmissione dell'infezione, sebbene sia stata verificata la resistenza dell'agente patogeno alle basse temperature. "Non c'è motivo di credere che il freddo possa uccidere il nuovo coronavirus o altre malattie", si legge sul sito ufficiale dell'Oms. Ma è anche altamente improbabile che Covid-19 possa diffondersi dal cibo o dal suo imballaggio, ma è sempre opportuno lavarsi le mani prima, dopo e durante la manipolazione degli alimenti, maneggiare con cura carne, latte e vegetali crudi per evitarne la contaminazione ed evitare il consumo di prodotti animali crudi o poco cotti".

Le rassicurazioni dell'Oms, però, non escludono del tutto il rischio di contagio a partire dai surgelati: se è vero che non è dimostrato scientificamente tale rischio, è anche vero il contrario. Del resto, in questi mezi, i casi legati alla catena alimentare sono stati numerosi, come quello in Germania, che lo scorso giugno ha portato alla chiusura della fabbrica di carne della Tonnies, a Rheda-Wiedenbruck nel Nord Reno-Vestfalia, associata a più di 1.533 casi di Covid-19. "Gli esperti sottolineano che sarà necessario approfondire lo studio di queste situazioni per valutare la reale possibilità di infezione derivante dall'imballaggio dei prodotti congelato", scrive l'Agi. 

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