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L'aspettativa di vita degli italiani? Quella "sana" è di 73 anni

Secondo uno studio della Fondazione Barilla, negli ultimi anni la salute dei cittadini del Bepaese è peggiorata anche a causa di scelte alimentari poco equilibrate

Gli italiani restano tra le popolazioni più longeve al mondo, ma sono sempre meno sani. E la colpa va cercata anche nelle cative abitudini a tavola. E' quanto emerge da uno studio della Fondazione Barilla rilanciato in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione (16 ottobre). 

Se in Italia l’aspettativa di vita alla nascita arriva a circa 83 anni, infatti, l’aspettativa di vita sana è però inferiore di circa 10 anni e si ferma a 73 di media. Gli italiani, dicono dal Barilla Center for Food and Nutrition, sono longevi ma negli ultimi anni di vita vedono peggiorare la loro salute anche a causa di scelte alimentari poco equilibrate.Sovrappeso e obesità colpiscono quasi il 60% delle persone con più di 20 anni, a cui si aggiungono la mancanza di attività fisica, un progressivo allontanamento da modelli alimentari sani e infine l'insorgenza di malattie croniche come malattie cardiovascolari, problemi respiratori e diabete. “Oggi il 91% dei decessi nazionali è dovuto a malattie non trasmissibili causate, tra i vari fattori, anche da scelte che facciamo a tavola - spiega Marta Antonelli, direttrice della ricerca di Fondazione Barilla - Oltre 3 milioni di persone convivono col diabete, mentre il 44% dei decessi dipende da malattie cardiovascolari".

Antonelli invita a seguire le linee guida contenuti nella nuova strategia agroalimentare della Commissione Ue, Farm to fork: éPossiamo tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente partendo dal piatto - sottolinea - Tutti abbiamo un ruolo centrale in questo cambiamento: le organizzazioni internazionali e la società civile, le aziende e i cittadini possono e devono contribuire a un sistema alimentare più equo, sano, giusto e rispettoso dell'ambiente attraverso azioni concrete che sappiano adottare una visione sistemica capace di connettere in modo coerente tutti i problemi della malnutrizione, dal dramma della fame al problema dell’obesità".

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