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Martedì, 4 Ottobre 2022
La ricerca

I dolcificanti artificiali non sono l'alternativa "sana" allo zucchero

Lo dice uno studio, che li collega a un aumento del rischio di malattie cardiache. Sono presenti in bevande, latticini e alimenti di vario genere

Che si tratti di zuccheri o di dolcificanti artificiali il rischio di malattie è sempre in agguato. I secondi "non dovrebbero essere considerati un'alternativa sana e sicura allo zucchero", in base a quanto riscontrato dai ricercatori in uno studio recente. Nello specifico, i dolcificanti artificiali sono legati a un aumentato rischio di malattie cardiache e croniche in generale.

In questi anni le aziende alimentari li hanno ampiamente utilizzati in un'ampia gamma di cibi e bevande al posto degli zuccheri, di cui già si conoscevano le conseguenze negative per la salute. Queste alternative non possono però essere considerate una panacea, anzi. Dopo alcune ricerche sperimentali, incentrate sulle bevande, uno studio su larga scala suggerisce una potenziale associazione diretta tra un maggiore consumo di dolcificante artificiale e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

"I nostri risultati indicano che questi additivi alimentari, consumati quotidianamente da milioni di persone e presenti in migliaia di cibi e bevande, non dovrebbero essere considerati un'alternativa sana e sicura allo zucchero, in linea con l'attuale posizione di diverse agenzie sanitarie", scrivono i ricercatori nel presentare l'articolo pubblicato sul British Medical Journal.

Lo studio è stato condotto da esperti dell'Università della Sorbona Paris Nord, esaminando l'assunzione di dolcificanti da varie fonti alimentari, incluse bevande e latticini, per verificare il legame con il rischio di malattie cardiache o circolatorie. I partecipanti avevano un'età media di 42 anni e quattro su cinque erano donne. Per verificarne l'assunzione sono stati monitorati i registri della dieta, nei quali i partecipanti hanno annotato tutto ciò che hanno mangiato, inclusa la marca, per 24 ore. Questo “diario dietetico” è stato ripetuto tre volte a intervalli di sei mesi: due nei giorni feriali e una nel fine settimana. Circa il 37% di loro ha consumato dolcificanti artificiali.

Su 103.000 adulti francesi è stata rilevata un'associazione tra queste sostanze e un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e coronariche.  Durante un periodo medio di follow-up di circa un decennio, sono stati registrati 1.502 eventi cardiovascolari, inclusi attacchi di cuore, mini-ictus e angina (un disturbo cardiaco, ndr). Il rischio maggiore rilevato è stato del 9% di malattie cardiovascolari. 

I ricercatori hanno scoperto che il consumo di dolcificanti artificiali era collegato a un rischio maggiore del 18% di malattie cerebrovascolari, cioè sulle condizioni che influenzano il flusso sanguigno al cervello. Sul banco degli imputati in particolare è finito l'aspartame, presente ad esempio in molte caramelle, associato a un aumento del 17% del rischio di eventi cerebrovascolari, mentre l'acesulfame potassio e il sucralosio erano collegati a un aumento del rischio di malattia coronarica. Lo studio è stato basato su osservazioni, quindi non può stabilire la causa, né escludere la possibilità che altri fattori sconosciuti possano aver influenzato i risultati. Tuttavia, sostiene il team di ricerca, lo studio si presenta come affidabile considerata la sua ampiezza e il ricorso a dati dietetici precisi e di alta qualità. I risultati sono inoltre coerenti con altri studi che collegavano i dolcificanti artificiali con indicatori di cattiva salute.

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