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Venerdì, 20 Maggio 2022
Salute

"Basta gabbie e metodi di macellazione dolorosi", pressing degli animalisti sull'Ue

Commissione europea al lavoro per evitare trattamenti crudeli, ma per le associazioni i tempi sono lunghi e i ritardi sarebbero pericolosi per ambiente e salute

Per pulcini, galline e maiali, eliminare le gabbie il prima possibile, per abolire un sistema crudele e incompatibile con la tutela dell'ambiente. Queste le richieste della Compassion in world farming Ue nel corso di una conferenza organizzata dalla Commissione europea, dedicata al benessere degli animali durante il trasporto, la macellazione e l'allevamento. La fase di transizione non dev'essere prorogata oltre il 2027, secondo l'organizzazione internazionale impegnata nel garantire il benessere degli animali impiegati in agricoltura. "Abbiamo bisogno di vietare le gabbie il più presto possibile, perché queste rappresentano un sistema crudele che non appartiene alla nostra società attuale", ha affermato Olga Kikou, responsabile di Compassion in world farming. L'ente rivendica inoltre che un'agricoltura animale meno intensiva sia di aiuto per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale e cibo sano, promossi dall'Ue tramite il Green Deal.

La petizione

Nel 2018, l'iniziativa 'End the Cage Age' (Finire l'era della gabbia) era stata firmata da poco meno di 1,4 milioni di cittadini in tutti i paesi dell'Ue, inducendo la Commissione a impegnarsi per eliminare questo tipo di “detenzione” per gli animali che contribuiscono al nostro sistema alimentare. A sostegno di questa posizione e di una dieta prettamente vegetale, si è schierata anche la dottoressa Jane Goodall, fondatrice dell'omonimo istituto e Messaggero di pace delle Nazioni Unite. L'etologa e antropologa inglese ha affermato: "Ho smesso di mangiare carne quando ho sentito parlare degli allevamenti in fabbrica. Ho guardato il pezzo di carne nel mio piatto e ho pensato che questo simboleggia il dolore, la paura, la morte. Non voglio mangiarla".

Benessere animale e salute

Secondo Kikou, la riduzione del numero di animali tenuti in stretta reclusione è legato anche alla salute. L'eliminazione delle gabbie aiuterebbe anche a prevenire la diffusione di malattie zoonotiche, considerate tra le fonti di numerose pandemie, come la Sars, la cosiddetta Mucca Pazza e probabilmente la Covid-19. "Il passaggio a sistemi all'aperto non rappresenta una minaccia alla biosicurezza. Questa che può essere raggiunta anche senza gabbie", avrebbe affermato uno scienziato dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare nel corso della tavola rotonda. La Commissione in questo periodo è al lavoro su una nuova legislazione europea sul benessere degli animali.

Le richieste

La Compassion in World Farming chiede a tal proposito l'inclusione di una serie di modifiche normative, tra cui: il divieto di esportazione di animali vivi verso paesi terzi (da sostituire con il commercio di carne, carcasse e materiale genetico), la protezione di specie al momento non coperte dalla legislazione (come invertebrati e animali acquatici); un'etichetta obbligatoria del metodo di produzione per tutti i prodotti animali che circolano nell'Ue. Inoltre, l'ente preme per il divieto di metodi di macellazione dolorosi, come lo stordimento a base di biossido di carbonio per i maiali o la macellazione di pulcini maschi vivi. Quello del metodo di macellazione è un argomento che ha dato luogo a recenti battaglie in Europa. In Belgio, ad esempio, dove il governo ha vietato i rituali halal e kosher, musulmani ed ebrei si sono uniti per poter preservare metodi di macellazione tradizionali, che non prevedono lo stordimento.

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