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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
La scheda

Cos'è Med Index, l'etichetta anti Nutriscore che tutela la Dieta mediterranea

Tramite una piramide combina informazioni sullo stille di vita e sull'impatto a livello di nutrizione, ambiente e sociale. Nasce in contrapposizione al modello Nutriscore, temuto dall'Italia

È nato da pochissimo e intende unire nutrizione, salute e ambiente. Si tratta di “Med Index”, un nuovo sistema di etichettatura dei prodotti alimentari che intende promuovere la dieta mediterranea e incoraggiare al tempo stesso i produttori a realizzare cibi più sani e sostenibili. Elaborato dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) e dall'Università di Bari, il progetto si basa su una dinamica “positiva”, senza classificare i cibi in “buoni” e “cattivi”. I suoi vantaggi sono stati illustrati in un recente articolo comparso sulla rivista internazionale Journal of Functional Foods. A seguito della pubblicazione, secondo alcuni esperti del settore agroalimentare la Commissione europea potrebbe utilizzare questo sistema come modello per l'etichetta nutrizionale che Bruxelles intende rendere obbligatoria in tutti gli Stati membri. Il Med Index ha davvero delle chances per soppiantare la tanto contestata etichetta a semaforo Nutriscore? Approfondiamo di seguito le sue caratteristiche e le differenze tra i due sistemi.

Informazioni complete

La prima differenza con l'etichetta a semaforo, reputata troppo severa nei confronti di tanti prodotti tipici del Made in Italy, sta nei criteri. Mentre il Nutriscore è basato su parametri di pura nutrizione, il progetto italiano è concepito come un'etichetta olistica. La completezza deriva dal fatto che copre i tre pilastri della sostenibilità: nutrizionale, ambientale e sociale. Per definirla vengono valutati 27 criteri, la cui presenza o assenza è resa immediatamente visibile al consumatore attraverso un unico sistema di etichettatura “positiva”.

La checklist

In secondo luogo non si fa ricorso ad un algoritmo, come per il sistema concepito in Francia, ma si ricorre ad una checklist. Ad esempio, si verifica se l'alimento contiene macronutrienti o probiotici. Per la parte ambientale, si controlla se prevede un sistema di tracciabilità o se proviene da una gestione ecologica dei terreni. A livello di benefici sociali, nella checklist si fa riferimento al rispetto dei diritti dei lavoratori o se l'imprenditore promuove l'equità di genere nella sua azienda. In questo modo, l'etichetta aggrega e riassume una serie di informazioni e certificazioni spesso frammentate, non immediatamente visibili o in grado di attirare l'attenzione del consumatore. Lo scopo è di fornire con un colpo d'occhio un'idea del “valore del prodotto”.

Forma a piramide

Come rendere simbolicamente queste informazioni una volta verificate? Gli ideatori del Med index hanno utilizzato la forma triangolare della piramide, simbolo tipico di un regime dietetico sano e variegato. Nel triangolo all'apice è indicato il numero di porzioni dell’unità di vendita, espressa graficamente tramite “omini” stilizzati, anziché in grammi, per facilitare la lettura anche a persone con scarsa alfabetizzazione nutrizionale, istruzione o membri dei gruppi etnici minoritari, sottolinea il team di ricerca. Nella fascia centrale compare l’apporto calorico, che è espresso sotto forma di intensità dell’attività fisica consigliata: bassa rappresentata da un omino statico, media con una figura dinamica e alta con un omino che corre. Questa rappresentazione intende comunicare che attraverso uno stile di vita corretto, si può realizzare un equilibrio tra calorie ingerite e attività fisica, senza dover rinunciare in assoluto a determinati cibi.

Dal giallo all'azzurro

Il Med Index utilizza inoltre un codice di colore positivo, che va dal giallo (buono), al verde (più buono), all'azzurro (il migliore). Questa soluzione risulta in antitesi sia al codice semaforico del NutriScore (che va dal verde intenso al rosso) sia al codice monocromatico dell'etichetta a batteria "Nutrinform". Quest'ultima, concepita sempre in Italia, è stata bocciata in un sondaggio dai consumatori europei proprio a causa della scarsa chiarezza, delle troppe informazioni numeriche e dall'assenza di colori differenziati, essendo totalmente azzurro. Nella fascia più in basso compaiono infine i tre criteri della sostenibilità: nutrizionale con il simbolo di una forchetta e un cucchiaio, ambientale tramite una foglia, e quello sociale rappresentato da due mani che si stringono.

Applicazioni pratiche

L'esempio classico che ha generato le principali contestazioni nei confronti del Nutriscore è quello dell’olio extravergine di oliva, elemento cardine della dieta mediterranea. Nel caso dell'etichetta a semaforo, raccoglie lo stesso punteggio del semplice olio d'oliva, nonostante le profonde differenze tra le due categorie in termini di salute, come attesta un'ampia letteratura. Il Med Index li distingue e fa lo stesso anche nell'ambito di due diverse tipologie di olio extravergine: rispettivamente un olio di bassa gamma, spesso in promozione, e uno di alta gamma Dop e biologico. Entrambi in cima al triangolo hanno numerose dosi e indicano un'attività fisica moderata. A distinguere i due oli è l'ultima fascia. Mentre per quello di qualità più bassa risulta colorato in giallo solo il simbolo nutrizionale, per quello di alta gamma risultano colorati tutti di azzurro anche i triangoli relativi ad ambiente e sociale. A facilitare la lettura per il consumatore restano sul prodotto altri elementi distintivi già codificati a livello Ue, come la certificazioni di origine (Dop) o quella per il biologico con una fogliolina stilizzata su sfondo verde.

Modelli in competizione

"Il Med Index correla la densità energetica della porzione di alimento all'attività fisica necessaria per bilanciare l'input calorico, promuovendo un'attività fisica regolare, ma soprattutto incrementa la consapevolezza all'acquisto di cibi sani e sostenibili poiché rompe l'asimmetria informativa che caratterizza spesso il mercato dei prodotti alimentari", ha commentato la professoressa Maria Lisa Clodoveo, che ha contribuito allo studio. Bisognerà capire se questo modello riuscirà a convincere gli esperti della Commissione europea. Le aspettative sull'etichetta nutrizionale obbligatoria si fanno sempre più alte. Ragion per cui l'esecutivo europeo sembra intenzionato a rinviare questa iniziativa al 2023, considerando la "complessità" della questione. Nel dibattito, nota il think tank del settore agricolo Farm Europe, difficile per Bruxelles evitare di prendere in considerazione anche il Med Index.

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