Chiamateli hamburger anche se vegani: l'80% degli europei a favore del nome che non piace agli allevatori

Lo afferma un sondaggio, secondo cui la maggioranza dei cittadini Ue è a favore anche dell'appellativo latte per i prodotti a base soia. Coldiretti attacca: "Strategia di comunicazione subdola per ingannare i consumatori"

Un burger vegano - foto archivio Ansa EPA/JENS SCHLUETER

Che siano fatti di carne come da tradizione, che siano vegetariani o vegani non fa molta differenza, gli hamburger dovrebbero sempre chiamarsi hamburger. I cittadini europei non sembrano interessati alla diatriba che sta scuotendo il mondo dell'alimentazione, con le associazioni agroalimentari tradizionali che vogliono vietare ai prodotti vegan di avere gli stessi nomi dei prodotti di carne come hamburger appunto, o wurstel o bacon, ma anche del latte (non vogliono che si chiami così quello di soia ad esempio) e dei suoi derivati. Come riporta Euractiv lo afferma un sondaggio condotto dal network delle associazione dei consumatori europei Beuc, di cui in Italia fa parte Altroconsumo, secondo cui che l'80% dei consumatori intervistati ha affermato di non avere problemi se termini simili a carne o latticini utilizzati per prodotti alternativi.

“Solo un consumatore su cinque afferma che questi termini non dovrebbero mai essere usati su prodotti a base vegetale. D'altra parte, abbiamo un consumatore su quattro che ha affermato di non vedere assolutamente alcun problema con l'uso di questi termini ", ha detto Camille Perrin, responsabile della politica alimentare di Beuc, durante un evento organizzato del giornale online. La donna ha aggiunto che un ulteriore 40% degli intervistati ha sostenuto l'uso di nomi solitamente riservati ai prodotti a base di carne su articoli a base vegetale, ma solo a condizione che i prodotti siano chiaramente etichettati come vegetariani o vegani.

Il dibattito sulla denominazione dei prodotti vegetali si è acceso a Bruxelles nelle ultime settimane in vista del voto del Parlamento europeo sulla riforma della politica agricola comune (Pac). Ci sono in particolare due emendamenti sulle denominazioni di carne e latticini che potrebbero decidere il futuro di questi prodotti e stabilire se ade esempio, il latte di soia potrà ancora chiamarsi così o soltanto “bevanda a base di soia”. Lo stesso varrà per il burro vegano, il prosciutto vegetariano e così via.

In Italia contro il permesso di usare nomi di prodotti tradizionali per quelli vegetariani è soprattutto la Coldiretti, che afferma che le cose non stiano come afferma il sondaggio. Secondo la confederazione la carne finta inganna più di 9 italiani su 10 (93%) che non seguono un regime alimentare vegetariano o vegano, con i consumatori che rischierebbero di trovare sugli scaffali e di mettere nel carrello della spesa hamburger prodotti con soia e spezie o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli e altro, credendo di comprare della carne. Per il presidente Ettore Prandini si tratterebbe di una “strategia di comunicazione subdola con la quale si approfitta deliberatamente della notorietà e tradizione delle denominazioni di maggior successo della filiera tradizionale dell'allevamento italiano con il solo scopo di attrarre l'attenzione dei consumatori, rischiando di indurli a pensare che questi prodotti siano dei sostituti, per gusto e valori nutrizionali, della carne e dei prodotti a base di carne”.

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