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Domenica, 29 Maggio 2022
Salute

"Mangiamo troppe poche fibre e potassio", l'avvertimento degli esperti Ue

Il rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare: "Servono diete con più legumi e alimenti integrali"

Ancora troppe poche fibre e potassio nell'alimentazione degli italiani e degli europei in generale. Lo afferma l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha appena pubblicato i risultati di una consulenza scientifica sul profilo dei nutrienti. A livello europeo, resta inoltre troppo alta l'assunzione di energia, grassi saturi, sodio e zuccheri (sia aggiunti che liberi). La loro riduzione aiuterebbe a combattere le malattie croniche legate a diete poco sane, in particolare alle malattie cardiovascolari, di cui soffrono oltre 60 milioni di persone nell'Unione europea (dati 2019), con 6 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno.

Gli esperti di nutrizione dell'Efsa, su rischiesta della Commissione europea, hanno individuato le sostanze nutritive e i componenti alimentari non nutritivi di importanza per la salute pubblica degli europei. Hanno inoltre selezionato i gruppi alimentari con ruoli importanti nelle diete europee e quali criteri scientifici dovrebbero guidare le scelte per la definizione dei profili nutrizionali.

A preoccupare è innanzitutto la scarsa assunzione di fibre alimentari e di potassio, che sono risultate troppo basse nella maggior parte delle popolazioni adulte europee. Le fibre alimentari, intese come tutti i carboidrati non digeribili, si distinguono in solubili e insolubili. Queste ultime sono quelle più utili per l’intestino, dato che assorbono notevoli quantità di acqua, aumentando così il volume e la morbidezza delle feci. Questo facilita il transito intestinale.

I cereali integrali, i legumi, la frutta e la verdura, e le patate se mangiate con la buccia, sono le principali fonti di fibre alimentari, ma anche i funghi, le noci e i semi ne contengono grandi quantità. "Nei prodotti integrali, gli strati esterni lignificati sono la fonte predominante di fibre alimentari", scrive l'Efsa, che prosegue spiegando: "L'avena e l'orzo contengono alte concentrazioni di β-glucano, un tipo di polisaccaride idrosolubile e viscoso. Le pectine sono invece il principale tipo di fibra alimentare presente nella frutta e in alcune verdure e hanno proprietà simili al β-glucano".

Tra i benefici apportati dalle fibre c'è anche l'aumento del senso di sazietà e il rafforzamento dell'apparato digerente. Riducono inoltre la velocità e la quantità di assorbimento degli zuccheri (e dei grassi), mantenendo bassa la glicemia. Diminuiscono anche il rischio dell'ulcera gastrica, l'assimilazione di calorie e di sostanze cancerogene. Per un apporto maggiore di fibre, bisognerebbe aumentare il consumo di pane, pasta, biscotti e riso integrale, l'orzo perlato, la farina di segale e la farina d'avena.

Nell'ambito dei legumi, ne sono ricchi i ceci, i fagioli, le fave, i piselli e le lenticchie. Un apporto consistente proviene anche dalla frutta, che contribuisce ad esempio con pere, mele, kiwi e castagne. Altra fonte importante di fibre è la frutta secca, come mandorle, arachidi tostate e prugne secche. Tra le verdure, ne vantano quantità maggiori carciofi, agretti, carote, barbabietole e melanzane. Secondo l'Efsa, nelle diete miste, il giusto apporto di fibre dovrebbe essere di 25 grammi al giorno per gli adulti.

Il potassio gioca invece un ruolo importante nel trasferimento di acqua all'interno e all'esterno delle cellule, assistendo anche nella regolazione dell'equilibrio tra elementi acidi e basici. Contribuisce inoltre a stabilire un potenziale di membrana che supporta l'attività elettrica nelle fibre nervose e nelle cellule muscolari. È quindi ritenuto importante per la salute delle ossa, il battito cardiaco, la trasmissione degli impulsi nervosi, come pure per il controllo della pressione sanguigna.

Un'adeguata assunzione di potassio nella dieta protegge dallo sviluppo dell'ipertensione e migliora il controllo della pressione sanguigna nei pazienti che ne soffrono. Il potassio è presente in tutti gli alimenti, ma tende a essere perso nella lavorazione e nella cottura dei cibi. Oltre che notoriamente nelle banane, questo sale minerale presenta contenuti più alti in radici o tuberi amidacei, nelle verdure, nella frutta, nei cereali integrali, nei prodotti lattiero-caseari e nel caffè. Tra le verdure, ne vantano quantità maggiori i porri, gli spinaci, l'indivia e la rucola. Ne sono ricche anche le albicocche, i datteri e l'avocado.

Nella stessa ricerca, l'Efsa nota che l'assunzione di ferro, calcio, vitamina D, folato e iodio risulta anch'essa inadeguata in alcune categorie specifiche di popolazione. L'ente ha ricordato inoltre l'alto numero di persone sovrappeso e obese in Europa (circa il 15% della popolazione), una situazione che va contrastata con una diminuzione di elementi energetici, grassi saturi e zuccheri. Un cambio di rotta, tramite la riduzione del consumo di carni rosse e formaggi grassi, viene ritenuto di importanza vitale per la salute pubblica delle popolazioni europee.

Come modelli nutritivi associati a un minore rischio di malattie croniche, l'agenzia cita sia la dieta mediterranea che la nuova dieta nordica, nota anche come stile del Mar Baltico. I risultati della ricerca serviranno a sviluppare nel futuro prossimo un sistema europeo di etichettatura nutrizionale obbligatoria sulla parte anteriore dell'imballaggio degli alimenti. Aiuteranno inoltre a individuare in quali condizioni si potranno limitare le indicazioni nutrizionali sui cibi.

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