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Mercoledì, 29 Giugno 2022
L'accusa

“L'Ue ignora le prove scientifiche del legame tra il glifosato e il cancro”

La denuncia in un rapporto di esperti internazionali. Gli studi sugli animali relativi agli effetti dell'erbicida dimostrerebbero linfomi e tumori, ma il comitato di valutazione nega la connessione

La battaglia sul glifosato non conosce riposo. Solo pochi giorni fa gli organi decisori dell'Ue hanno pubblicato le loro conclusioni, ritenendo non ci sia connessione tra il vendutissimo erbicida a i tumori. Piovono adesso le critiche, che accusano l'Ue di stare ignorando i dati scientifici che dimostrerebbero la cancerogenicità del pesticida. L'ultimo “j'accuse” è pubblicato nel rapporto appena diffuso dall'Alleanza per la salute e l'ambiente (Health and Environmente Alliance - Heal). L'organizzazione incolpa Bruxelles di ignorare il legame tra l'erbicida e le gravi conseguenze sulla salute nella valutazione scientifica, che costituirà la base per discutere sulla riapprovazione o meno della licenza di immissione di questo prodotto sul mercato europeo. Gli esperti dell'Alleanza sostengono vi siano “gravi carenze scientifiche e distorsioni nell'interpretazione degli standard scientifici europei e internazionali”, al punto tale da mettere in dubbio la validità della valutazione stessa e delle conclusioni preliminari di recente pubblicate. Secondo Heal, questo orientamento dell'Ue costituirebbe un passo indietro nella lotta europea contro il cancro.

Linfomi e tumori negli animali

L'organizzazione ambientalista afferma di aver esaminato attentamente gli 11 studi sugli animali forniti dalle aziende produttrici di pesticidi nel 2019 e che fanno parte del dossier di richiesta del rinnovo della licenza. I due esperti coinvolti avrebbero riscontrato la comparsa di tumori statisticamente significativi, con risultati che supporterebbero la classificazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Airc) del glifosato come "probabile cancerogeno". "Linfomi maligni, tumori al rene e al fegato, cheratoacantomi della pelle...il glifosato alimenta il cancro e la lista continua. In dieci degli 11 studi sugli animali che facevano parte del dossier di riapprovazione del glifosato, abbiamo visto che gli animali hanno sviluppato tumori” ha dichiarato Christopher Portier, ricercatore indipendente nella progettazione, analisi e interpretazione dei dati sulla salute ambientale con particolare attenzione alla cancerogenicità.

Licenza in bilico

Il Gruppo di valutazione sul glifosato (Agg) e il Comitato di valutazione dei rischi (Rac) dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) hanno dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che questo erbicida provochi il cancro. In base alla legge europea sui pesticidi, le sostanze che rientrano invece nella classificazione come presunti cancerogeni per la salute umana devono essere rimosse dal mercato degli Stati membri. Per questo se il glifosato fosse inserito nella lista vi sarebbe il collasso di un business milionario legato alla sostanza, storicamente prodotta dal gigante dell'agrochimica Monsanto e oggi gestito principalemente dalla tedesca Bayer, dopo l'acquisizione nel 2018 della multinazionale statunitense. Con la guerra in Ucraina e la richiesta dell'Ue agli agricoltori europei di produrre di più, il giro d'affari connesso all'erbicida sarebbe aumentato, generando profitti enormi per l'azienda tedesca.

Prove scartate e decisioni rimandate

Per questo motivo Heal accusa gli organismi competenti di stare ignorando tutte le prove presentate da scienziati indipendenti e da gruppi della società civile. "Gli animali esposti al glifosato hanno sviluppato tumori con incidenze significativamente più alte rispetto al gruppo di controllo non esposto, un effetto considerato come prova di cancerogenicità dalle linee guida internazionali ed europee” ha affermato il dottor Peter Clausing, tossicologo e coautore del rapporto, aggiungendo: “Eppure, i valutatori del rischio dell'Ue hanno scartato tutti i risultati dei tumori dalle loro analisi, concludendo che si sono verificati tutti per caso e che nessuno di essi era effettivamente correlato all'esposizione al glifosato" L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), responsabile della revisione della valutazione del rischio per questo pesticida ha annunciato che ci sarà un notevole ritardo nella pubblicazione delle sue conclusioni.

Sconfiggere il cancro

Una decisione vista con grande sospetto, dato che in questo modo la licenza attuale che garantisce al glifosato di essere in commercio sarà inevitabilmente prorogata per un altro anno. Gli esperti reputano che questo differimento lascerà i gruppi vulnerabili a rischio di esposizione all'erbicida e ai potenziali effetti nocivi sulla salute. Sarà sulla base dei pareri incrociati dell'Echa e dell'Efsa che la Commissione europea e gli Stati membri decideranno sulla richiesta di rinnovo della licenza per i prossimi 15 anni. “Le istituzioni dell'Ue e gli Stati membri non possono più fare affidamento su questa disfunzionale valutazione scientifica per prendere le loro decisioni. La missione dell'Ue per sconfiggere il cancro inizia qui e ora con il divieto del glifosato" ha concluso la dottoressa Angeliki Lyssimachou, esperta scientifica di Heal e coautrice del rapporto.

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