"Basta gabbie negli allevamenti", la petizione Ue 'costringe' Bruxelles ad agire

Depositata in Commissione l'iniziativa civica "End the Cage Age" con il sostegno di circa 1,4 milioni di firmatari. Adesso l'esecutivo dovrà rispondere alle richieste degli animalisti. L'appello italiano: "Neanche un centesimo del Recovery fund sia speso per ristrutturare, incentivare o costruire nuovi sistemi in gabbia, per nessuna specie"

Con quasi 1,4 milioni di firme raccolte in giro per l'Unione europea, è sbarcata ufficialmente a Bruxelles la petizione contro le gabbie negli allevamenti "End the Cage Age". Adesso, la Commissione Ue dovrà sedersi a un tavolo con i promotori e decidere come rispondere alle loro richieste. Le strade sono tre: o una proposta legislativa, o una misura non legislativa o nessuna azione. Ma dato il successo della petizione, la settima che ha raggiunto il target di 1 milione di firme nel quadro dell'Iniziativa civica europea, ossia lo strumento in mano ai cittadini per proporre leggi Ue, e visto anche il ruolo centrale dato dal benessere animale nella nuova strategia agroalimentare Farm to fork, difficilmente la Commissione farà orecchie da mercante.

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Ecco perché i promotori di "End the Cage Age", tra cui 21 associazioni italiane, salutano il deposito della petizione come un successo: "Si tratta di una giornata storica e fra le più significative per la vita di centinaia di milioni di animali ancora allevati in gabbia nell'Ue e per tutti gli animali che sono costretti a vivere negli allevamenti intensivi nel mondo", si legge in una nota delle ong della coalizione italiana. Le gabbie, proseguono le associazioni, "sono il simbolo per eccellenza della crudeltà degli allevamenti intensivi, che confinano grandi numeri di animali in spazi ristretti e chiusi, non rispettandone le esigenze etologiche e fisiologiche e rendendo tra l'altro necessario l'uso massiccio di antibiotici". La coalizione Italiana chiede inoltre al governo "di sostenere anche in sede europea le richieste degli oltre 90mila cittadini italiani che hanno firmato" la petizione. "E' necessario smettere di investire in sistemi anacronistici e crudeli come quelli in gabbia - dicono le associazioni - Chiediamo quindi che neanche un centesimo del Recovery fund sia speso per ristrutturare, incentivare o costruire nuovi sistemi in gabbia, per nessuna specie".

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