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Domenica, 5 Febbraio 2023
Lo scandalo

"Dosi massicce di ammoniaca nei biscotti Oreo per renderli neri"

Un'inchiesta giornalistica sostiene: "Vengono mischiati alle fave di cacao in una fabbrica nei Paesi Bassi". Il governo olandese accusato di esserne stato al corrente

Dosi massicce di ammoniaca nei biscotti Oreo. Lo scandalo nel mondo dei biscotti è scoppiato nei Paesi Bassi, dove si è scoperto che la fabbrica Ofi/Olam, situata a Koog-sur-le-Zaan, utilizzerebbe da anni ammoniaca tossica mischiata alle fave di cacao per annerire i celebri prodotti dolciari, che fanno capo alla multinazionale Mondelez. Circostanza aggravante della vicenda: il governo olandese ne sarebbe stato al corrente, almeno secondo quanto riportato dal giornale Noordhollands Dagblad, che ha effettuato una lunga inchiesta sulla vicenda. Le accuse sono emerse grazie alle rivelazioni di un informatore anonimo, che si è deciso a parlare dopo aver assistito per anni a queste pratiche.

La notizia non è nuova di zecca, dato che le emissioni di ammoniaca della Ofi/Olam venivano denunciate da anni dai residenti nei dintorni della fabbrica e da militanti ecologisti, preoccupati per le conseguenze sulla salute dell'uso massiccio di questa sostanza. Le emissioni di ammoniaca, insieme a quelle di azoto derivanti soprattutto dagli allevamenti intensivi, costituiscono uno dei principali problemi nei Paesi Bassi, dove l'inquinamento di aria e acqua è reputato dagli esperti ormai insostenibile, al punto che il governo guidato da Mark Rutte ha elaborato un vasto piano per indurre industrie e aziende agricole a chiuder bottega a fronte di cospicue liquidazioni.

Di fronte alle critiche, l'azienda di biscotti si è difesa sostenendo che l'ammoniaca derivasse dalla lavorazione delle fave. "Ofi (Olam, ndr) utilizza l'ammoniaca come soluzione alcalinizzante per alcune polveri di cacao per modificare il colore o il sapore del prodotto finale", ha ammesso Eric Nederhand, direttore dell'azienda. "Non restano che poche tracce di ammoniaca nel prodotto finale", si è difeso, specificando che il suo utilizzo è registrato in quanto additivo alimentare nelle informazioni tecniche di ogni ingrediente. In realtà la fabbrica ricorrerebbe all'aggiunta artificiale e in quantità cospicue della sostanza con un solo scopo: ottenere un colore prossimo al nero caratteristico degli Oreo. Una tonalità ben distante dal classico marrone tipico del cioccolato, pur di tipo fondente.

Nessun commento o dato è stato fornito in effetti a proposito della quantità di ammoniaca immessa, tantomeno da parte della Mondelez, proprietaria di altri marchi noti quali ad esempio Toblerone e Oro Saiwa. A fronte delle accuse, la multinazionale specializzata in prodotti a base di cacao si è limitata ad affermare che le confezioni dei biscotti menzionano il "carbonato di ammonio" tra gli ingredienti. "L'utilizzo di carbonato di ammonio negli alimenti non incide sulla qualità degli alimenti o sulla sicurezza del prodotto", ha affermato Annick Verdegem, portavoce dell'azienda.

L'azione poco trasparente e pericolosa della fabbrica sarebbe stata coperta dall'Agenzia olandese per l'ambiente, che secondo la fonte avrebbe scientemente taciuto sulle pratiche in atto in base a specifiche richieste. La persona che ha denunciato le manovre, svelandole al quotidiano olandese, sostiene si tratti di dosi massicce di ammoniaca, ben più elevate rispetto a quelle per cui è stato concepito l'impianto. "Non sono mai stati investiti abbastanza soldi per farlo in modo adeguato", ha dichiarato l'informatore, proseguendo: "L'ammoniaca fuoriesce da ogni angolo e la puzza è enorme". Dalle rivelazioni emerge quindi un impianto pericoloso prima di tutto per la salute di lavoratori e lavoratrici della fabbrica. Il tutto per mero interesse economico. "L'ambiente? Non interessa ai dirigenti dell'azienda. Si preoccupano solo che la polvere di cacao sia nera e di quanto ci ricavano" ha denunciato la fonte.

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