Lunedì, 20 Settembre 2021
Salute

Allarme Efsa sulla peste suina: negli allevamenti all'aperto "rischio notevole" della malattia

Secondo l'agenzia per la sicurezza alimentare, l'installazione di robuste recinzioni singole o di recinzioni doppie dimezzerebbe il pericolo

Gli allevamenti all'aperto sono molto diffusi in Europa, ritenuti non solo più giusti per i diritti degli animali, ma anche migliori per assicurare carni e prodotti di qualità. Ma questi allevamenti possono diventare problematici quando ci sono epidemie che colpiscono determinate specie, come i maiali. Per questo l'Efsa, l'agenzia comunitaria per la sicurezza alimentare, ha condotto uno studio per valutare il rischio di diffusione della peste suina africana (Psa) in questo tipo di strutture e ha proposto misure di biosicurezza e controllo nelle zone colpite dalla malattia. Lo scorso anno diversi focolai espolosi in Germania e altri Paesi Ue hanno destato forte preoccupazione e in passato la malattia è stata ritenuta endemica in Sardegna, anche se ora l'isola chiede il superamento di questa definizione, che comporta tutta una serie di restrizioni all'export, affermando che la situazione è adesso cambiata

 Non esiste una legislazione a livello europeo che categorizzi tale tipo di allevamenti, per cui le informazioni sono limitate, non armonizzate tra loro e da interpretare con attenzione, sottolinea l'ente in una nota, in cui spiega che il gruppo di esperti scientifici ha concluso che gli allevamenti di suini all'aperto comportano “un rischio notevole di introdurre e diffondere la Psa”, ritenendo però che l'installazione di robuste recinzioni singole o di recinzioni doppie in tutti gli allevamenti di suini all'aperto nelle zone dell'Ue in cui è presente la Psa “potrebbe ridurre tale rischio almeno del 50 per cento”. Inoltre l'attuazione di valutazioni in termini di biosicurezza complete e obiettive in allevamento e l'approvazione di allevamenti suini all'aperto sulla base del rispettivo rischio di biosicurezza “ridurrebbero ulteriormente il rischio di introduzione e diffusione della malattia”, sostiene l'Efsa, secondo cui le valutazioni effettuate sul sito dell’allevamento “sono uno strumento efficace non solo per migliorare la biosicurezza, ma anche per affrontare questioni zootecniche più ampie”.

L'Efsa spiega quindi che delle deroghe alle attuali restrizioni sull'allevamento di suini all'aperto nelle zone interessate da Psa dovebbero essere prese in considerazione caso per caso, una volta attuate tali misure e altre misure specifiche di biosicurezza. Il parere scientifico si basa su evidenze raccolte da enti veterinari nazionali, associazioni di agricoltori e letteratura scientifica. Per portarlo a termine è stata effettuata un'elicitazione della conoscenza di esperti (Eke) per classificare gli allevamenti di suini all'aperto in base al loro rischio di introdurre e diffondere la Psa, onde classificare le misure di biosicurezza in base alla loro efficacia, e proporre migliorie in termini di biosicurezza. 

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