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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Non solo glifosato

In Ue un pesticida su 3 utilizzato dopo la scadenza dell'autorizzazione

In attesa che l'Efsa completi la valutazione del rischio, l'Ue permette agli agricoltori di continuare a spruzzare sui campi numerose sostanze potenzialmente tossiche

Sono sempre di più i pesticidi che continuano ad essere spruzzati sui campi europei per i quali sussiste un grave rischio di tossicità per gli essere umani. Questa la denuncia lanciata da FoodWatch, ente internazionale che monitora le questioni agroalimentari realizzando inchieste e petizioni. L'analisi prende spunto dalla vicenda del glifosato, il noto erbicida al centro di numerosi indagini scientifiche che lo reputano potenzialmente cancerogeno, per estendersi a numerose altre sostanze.

La scadenza per il rinnovo dell'autorizzazione del glifosato nell'Unione europea è scaduta il 15 dicembre di quest'anno, ma gli Stati membri non hanno raggiunto la maggioranza per decidere se rinnovare o meno l'approvazione al suo utilizzo. La Commissione europea ha quindi deciso di concedere al glifosato un ulteriore anno, in attesa del parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che dovrebbe arrivare entro luglio 2023. Un caso peculiare, visto l'Autorità avrebbe dovuto completare la valutazione entro quest'anno ma ha chiesto di prolungare i tempi, giustificando la scelta a causa di una mole enorme di commenti e pareri scientifici giunti sulla scrivania degli esperti. Quello dell'erbicida non è però un episodio isolato.

Come rivela Foodwatch, il 30% dei pesticidi attualmente autorizzati nell'Unione europea viene prorogato senza una valutazione definitiva del rischio. Le aziende agricole possono quindi continuare a spruzzarli sulle coltivazioni, pur essendo ancora in corso analisi finalizzate a valutare i pericoli per la salute delle persone, contadini inclusi. "Il glifosato è solo la punta dell'iceberg: un pesticida su tre attualmente autorizzato nell'Unione Europea lo è per estensione, senza una rivalutazione definitiva del rischio da parte delle autorità europee. Questo è totalmente irresponsabile e inaccettabile", ha affermato Lars Neumeister, esperto di Foodwatch International.

Lo studio evidenzia come si tratti di prodotti ampiamente utilizzati. Il flufenacet ha ottenuto la prorogare dal 2012, anno in cui l'autorizzazione è scaduta. La sostanza è alla base ad esempio del Fedor, un erbicida prodotto balla Bayer e applicato nel pre-trapianto per pomodori e in fase di pre-emergenza per colture di soia e patata. Diversi studi scientifici, anche molto recenti, hanno stabilito che i suoi metaboliti contaminano le acque sotterranee. Un altro esempio evidenziato da Foodwatch riguarda la deltametrina, un insetticida neurotossico che letteralmente paralizza gli insetti, introdotta nel 1973 e impiegata ad ampio raggio: nelle coltivazioni di frutta, olivi, vigne, nonché sulle monocolture erbacee, come quelle a base di cereali, barbabietola e tabacco. La sua autorizzazione è stata prorogata più volte dal 2013, nonostante Bruxelles l'abbia dichiarata "candidata alla sostituzione", e sia classificata come moderatamente tossica dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelle versioni commerciali autorizzate in Italia è classificata come nociva o non classificata, a seconda della concentrazione.

A fronte di questo sistema ambiguo e lacunoso, l'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) ha chiesto una revisione completa delle procedure, in modo tale che prevedano un ritiro immediato dal mercato di qualsiasi pesticida la cui approvazione sia stata prorogata senza una rivalutazione del rischio da parte dell'Efsa. La Beuc chiede inoltre un aumento delle tasse di registrazione pagate dai produttori di pesticidi, multinazionali dell'agrochimica dai fatturati milionari, per consentire alle autorità europee di effettuare tempestivamente le valutazioni del rischio. Quando l'autorizzazione di un pesticida viene rinnovata, sostengono gli esperti dell'ente, le estensioni precedenti dovrebbero essere conteggiate nel nuovo periodo di registrazione.

In un quadro più generale, si legge in una nota di Foodwatch, "l'Ue deve stabilire una strategia coerente ed efficace per il ritiro dei pesticidi". Un sentiero che sembrava tracciato dagli obiettivi indicati nel Green Deal europeo e, nello specifico, nella strategia Farm to fork, ma rispetto al quale Bruxelles e numerosi Stati membri sembra stiano arretrando. Lo dimostra ad esempio la decisione adottata durante l'ultimo consiglio AgriFish, tenutosi solo pochi giorni fa. I ministri dell'Agricoltura, col supporto del commissario Janusz Wojciechowsky, hanno stabilito di rimandare l'adozione del nuovo regolamento per determinare vincoli ed obiettivi specifici sulla riduzione dei pesticidi. La mossa, reputata dagli ambientalisti un vero e proprio "affossamento" della normativa, è stata giustificata con la necessità di un'ulteriore e più approfondita valutazione d'impatto. Nascondendosi dietro l'esattezza della scienza, dicono esperti ed attivisti, Bruxelles e i governi dell'Ue stanno solo evitando di assumersi la responsabilità delle necessarie decisioni per tutelare salute e ambiente.

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