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Sabato, 10 Dicembre 2022
Salute

Le piante selvatiche che 'usiamo' ogni giorno rischiano di sparire

Secondo la Fao, l'industria medicinale e cosmetica le sfrutta in modo eccessivo, senza tutelare le popolazioni che le coltivano, mentre i consumatori sono spesso all'oscuro di ingredienti quali Karité, Pygeum e Candelilla

Sono nascoste in molti prodotti di uso quotidiano e rischiano di sparire. Si tratta delle piante selvatiche, come karité, gomma arabica o argan: materie prime molto richieste dal mercato, ma particolarmente vulnerabili. Spesso si tratta di ingredienti “segreti”, presenti in tisane, prodotti di cura per il corpo o nei profumi. Un nuovo rapporto pubblicato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) mette in luce i pericoli per dodici di queste piante, presenti in prodotti di uso quotidiano, ma la cui conservazione è minacciata da uno sfruttamento eccessivo. La ricerca, che intende aumentare la consapevolezza sull'uso sostenibile delle piante raccolte in natura, è stata sviluppata in collaborazione con Traffic, un'organizzazione non governativa che lavora a livello globale sul commercio di animali e piante selvatiche, e l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

La domanda globale di ingredienti vegetali selvatici è notevolmente in crescita, con un aumento di oltre il 75% negli ultimi venti anni. Questa impennata sta mettendo però a rischio migliaia di specie, minacciate innanzitutto dalla perdita di habitat, così come da altri fattori quali il cambiamento climatico e lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Le 12 specie, la cui vulnerabilità è stata analizzata nello studio, rappresentano circa il 21% di tutte le piante medicinali e aromatiche. Per il 9% di questo campione sussiste un vero e proprio rischio di estinzione. Questo fattore mette a rischio circa un miliardo di persone, che dipendono da queste piante per il loro sostentamento. Una doppia fragilità, quindi, sia a livello ambientale che umano.

"L'uso sostenibile delle piante selvatiche ha implicazioni critiche per la sicurezza alimentare e per milioni di mezzi di sussistenza in tutto il mondo”, ha detto Sven Walter, che dirige il gruppo Prodotti forestali e statistiche della FAO, aggiungendo: “È tempo che le piante selvatiche siano prese in seria considerazione nei nostri sforzi per proteggere e ripristinare gli habitat, promuovere sistemi agro-alimentari sostenibili e costruire economie inclusive, resilienti e sostenibili, in particolare mentre i paesi lavorano alla ripresa post-COVID".

Tradizioni e sfruttamento

Le piante, ricorda la Fao, costituiscono circa l'80 per cento di tutta la biomassa della Terra e svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere gli esseri umani e gli altri animali, fornendo cibo, medicine, ossigeno e riparo. In alcune aree del pianeta, sono proprio le persone più vulnerabili ad occuparsi della raccolta di queste piante, facendo ricorso a metodi tradizionali, spesso tramandati di generazione in generazione. Ma è nei Paesi economicamente più ricchi che c'è una richiesta crescente per i prodotti derivati da queste piante. Nel 2020, solo negli Stati Uniti i consumatori hanno speso circa 11,3 miliardi di dollari in integratori alimentari a base di erbe. A potenziare la domanda, ci sarebbe anche il Covid, che ha spinto più persone ad interessarsi all'uso di specie selvatiche nella medicina tradizionale come in quella moderna. Secondo uno studio della Rhodes University in Sud Africa, circa 5,8 miliardi di persone starebbero utilizzando piante selvatiche o semi-selvatiche a livello globale. Pur essendo elementi essenziali di molti prodotti, e nonostante le minacce ambientali, queste specie vengono oscurate come ingredienti dalle industrie che le sfruttano, che in questo modo non informano i consumatori e si sottraggono ai doveri di responsabilità aziendale, sfruttando la mancanza di consapevolezza e tracciabilità.

La lista delle piante a rischio

Per aiutare i cittadini a riconoscere le piante selvatiche ed i loro usi, pubblichiamo integralmente la lista diffusa dalla Fao, accompagnata dal relativo stato di conservazione.

- Incenso: presente in particolare nelle parti nord-orientali dell'Africa, così come in Oman, Somalia e Yemen, la sua resina è usata per aromaterapia, cosmetici, profumi e medicine tradizionali. Stato di conservazione: quasi minacciato

- Pygeum: Albero tipico delle foreste dell'Africa tropicale, nei prodotti viene indicato anche come Prunus, ciliegio africano, legno di giglio rosso o mandorla africana. Stato di conservazione: vulnerabile

- Karité: cresce in tutta l'Africa ed è usato soprattutto nell'industria alimentare come equivalente del burro di cacao, oltre ad essere sfruttato anche dall'industria dei cosmetici. Nei Paesi in cui cresce viene invece usato come olio da cucina sano. Stato di conservazione: vulnerabile

- Jatamansi: è una pianta perenne e aromatica che cresce sull'Himalaya, le cui radici sono raccolte per le proprietà medicinali. Stato di conservazione: criticamente in pericolo -

- Gomma arabica: cresce in Africa ed è usata principalmente nell'industria alimentare e farmaceutica come additivo, emulsionante o stabilizzatore. Stato di conservazione: non valutato

- Goldenseal: nota anche come hydraste du Canada o ground raspberry, è una specie originaria del Nord America orientale. Usata principalmente per prodotti medicinali, risulta vulnerabile

- Candelilla: trovata in Messico e in parti limitrofe degli Stati Uniti, la cera di candelilla era un ingrediente comune nella gomma da masticare. È usata come additivo alimentare (E902), nei cosmetici e nei prodotti farmaceutici, come anche nelle cere industriali e nelle lucidature. Stato di conservazione: non valutato

- Argan: per le sue proprietà, è uno dei prodotti più in voga tra i consumatori europei e nordamericani di cosmetici. Cresce in Algeria, Mauritania, Marocco e nel territorio del Sahara occidentale. Stato di conservazione: vulnerabile

- Baobab: albero originario dell'Africa continentale, ne viene ricavata un polvere, usata come ingrediente per alimenti e bevande, mentre l'olio di semi è usato come ingrediente cosmetico.

- Noci del Brasile: raccolte interamente in natura, l'albero è sfruttato principalmente per le sue noci nutrienti e commestibili, ricche di sostanze nutritive e antiossidanti come magnesio, zinco, proteine e selenio. Grazie alla sua raccolta, sono stati preservati milioni di ettari di foreste amazzoniche. Stato di conservazione: vulnerabile

- Liquirizia: erba perenne originaria dell'Eurasia, dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale. Viene usata per scopi medicinali, come dolcificante e nell'industria del tabacco. Stato di conservazione: meno preoccupante

- Ginepro: specie tipica dell'emisfero settentrionale temperato e subartico, veniva in origine utilizzato nella medicina tradizionale e per scopi religiosi. Oggi le sue bacche sono un ingrediente chiave nella produzione del gin, oltre ad essere usate come aromi alimentari, come olio essenziale o ingrediente nei cosmetici. Stato di conservazione: meno preoccupante

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