rotate-mobile
Giovedì, 26 Maggio 2022
Salute

Negli alimenti europei sempre meno residui di farmaci veterinari

Sono i risultati migliori da un decennio nell'Ue. Lo attesta l'Autorità per la sicurezza nell'alimentazione, dopo aver controllato oltre 600mila campioni

Nell'Unione europea i residui di farmaci veterinari nel nostro cibo continuano a diminuire. Lo dimostrano gli ultimi dati monitorati dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Le analisi, relative al 2020, riguardano 620.758 campioni segnalati dagli Stati membri, dall'Islanda e dalla Norvegia. La percentuale di campioni che ha superato i livelli massimi legalmente consentiti è stata dello 0,19%. Questo dato è il più basso degli ultimi 11 anni. In precedenza la percentuale di alimenti non conformi variava dallo 0,25 allo 0,37. Nel 2019 si era bllocata allo 0,30%.

In particolare, rispetto agli ultimi tre anni precedenti, nel 2020 sono state trovate sempre meno tracce di agenti antitiroidei e di steroidi. In questo gruppo il tasso complessivo di non conformità osservato è stato dello 0,15% (0,55% nel 2019). I campioni non conformi sono stati trovati in bovini (0,11%), suini (0,10%), cavalli (0,62%), nonché in pecore e capre (4,23%). Livelli più bassi sono stati riscontrati anche per i lattoni dell'acido resorciclico, che rientrano tra le sostanze ad effetto anabolizzante. Un miglioramento nella conformità è stato notato anche per antielmintici, noti anche come vermicidi, e per i composti organoclorurati, impiegati come insetticidi a partire dagli anni '40, ma ormai fuori commercio in molti Paesi a causa della persistenza nell'ambiente. Una riduzione di residui è stata notata anche per i composti organofosforici, utilizzati come parassiticidi in medicina veterinaria, e per i coloranti. La presenza di sostanze non autorizzate, di residui di medicinali veterinari o di contaminanti chimici negli alimenti può rappresentare un fattore di rischio per la salute pubblica.

Il quadro legislativo dell'Ue definisce i limiti massimi consentiti negli alimenti per una serie di residui e i programmi di monitoraggio per il controllo della presenza di queste sostanze nella catena alimentare. Il regolamento n. 37/2010 stabilisce i limiti massimi di residui (Mrl) per i residui di medicinali veterinari negli animali da produzione alimentare e nei prodotti animali. L'Efsa ha sottolineato che alcuni Stati membri hanno indicato che la frequenza minima di campionamento non è stata raggiunta a causa delle misure generali imposte nell'ambito della situazione pandemica del Covid19.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Negli alimenti europei sempre meno residui di farmaci veterinari

AgriFoodToday è in caricamento