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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Salute

La Spagna importa mangimi trattati con pesticidi pericolosi per i bambini

Sono vietati nell'Ue, ma Madrid li fa entrare approfittando delle deroghe Ue per garantire la sicurezza alimentare. La Commissione chiede chiarimenti

Dai il dito e si prendono tutto il braccio. Questo detto sembra calzare a pennello con la decisione della Spagna di allentare le regole sulle importazioni di mangimi, al punto da accettare alimenti spruzzati con pesticidi vietati nell'Ue. Il “dito” lo aveva offerto alcuni giorni fa l'Unione europea, approvando un piano per aumentare la produttività agricola, al fine di far fronte alle difficoltà enormi del settore esplose con l'inflazione e la guerra in Ucraina. Il piano prevede una serie di deroghe alle norme fissate con la Pac in materia di tutela ambientale, che riguardano anche le regole sui prodotti importati. La prima ad approfittarne, prendendosi il braccio, è stata la Spagna, che si è affrettata a rilassare le norme, importando alimenti provenienti da coltivazioni dove sono stati utilizzati due pesticidi vietati dall'Ue e ritenuti potenzialmente dannosi, soprattutto per i bambini. La Commissione, secondo le ricostruzioni odierne, ne avrebbe chiesto conto a Madrid.

Il pacchetto di azioni per la sicurezza alimentare è stato adottato a marzo dalla Commissione nel tentativo di alleviare la pressione sul settore agricolo e zootecnico, fustigato da prezzi alle stelle di materie prime quali carburante, fertilizzanti e mangimi. Un misto nocivo derivante sia dall'inflazione che dallo scoppio della guerra in Ucraina, uno dei principali esportatori di coltivazioni quali grano, mais e oli vegetali. Per affrontare la situazione, l'esecutivo europeo questo mese ha autorizzato gli Stati membri a stabilire regole temporanee, in deroga rispetto alle rigorose norme dell'Ue, riguardo la quantità di residui di pesticidi trovati nelle colture importate, nota come livelli massimi di residui (Lmr). Una mossa per venire incontro agli allevatori, spaventati dall'idea di ritrovarsi senza mangime per i loro animali, in molti casi nutriti con prodotti a base di mais esportato da Kiev.

La Spagna, che vanta uno dei mercati più importanti di bestiame, ha subito approfittato della deroga d'emergenza per abbassare gli standard d'importazione del mais, proveniente dal Brasile e dall'Argentina. Motivazione dichiarata: proteggere il settore zootecnico da "importanti interruzioni" che potrebbero compromettere la sua sicurezza alimentare. La decisione è già entrata in vigore e durerà sei mesi. La Commissione teme ora che l'approccio di Madrid sia andato troppo in là rispetto alle intenzioni iniziali. A preoccupare, in particolare, sono le eccessive tolleranze dei residui per due pesticidi vietati dall'Ue: il clorpirifos e il diclorvos. L'Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) ha collegato il clorpirifos, bandito dal 2020 nell'Ue, a danni cerebrali nei bambini, classificandolo come presumibilmente tossico per la riproduzione umana. L'insetticida, ampiamente spruzzato su colture come broccoli e arance, è stato vietato anche negli Stati Uniti, un Paese spesso più tollerante rispetto all'Ue in materia di sicurezza alimentare.

L'esecutivo europeo ha chiesto in una lettera, indirizzata al governo di Pedro Sánchez, "di fornire, con urgenza, la motivazione per giungere a una conclusione diversa dall'Efsa" relativa ai prodotti importati dalla Spagna. Nella lettera, visionata dal quotidiano Politico, la Commissione si riferisce a una valutazione non vincolante che l'Autorità è stata invitata a produrre per guidare le decisioni dei Paesi membri. Per entrambe le sostanze, l'Efsa ritiene che "non c'era margine per fissare Limiti massimi residui più alti di quelli esistenti senza compromettere la sicurezza, sia per gli alimenti che per i mangimi". Un'analoga valutazione del rischio è stata richiesta anche al Portogallo, dopo che si era mosso anche lui per allentare le regole d'importazione per i mangimi.

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