Domenica, 20 Giugno 2021
Salute

L'alleanza del prosciutto tra Spagna e Italia: Madrid frena sul Nutriscore

Il gruppo di Paesi europei pro etichetta nutrizionale, che penalizzerebbe pezzi pregiati del made in Italy come i crudi di Parma e San Daniele, perde per ora il sostegno spagnolo dopo le proteste dei produttori del jamon iberico. Ecco quali sono i fronti della battaglia Ue

Cresce il numero degli Stati europei contrari a rendere obbligatorio il Nutriscore, l'etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato in Francia per semplificare l'identificazione dei valori nutrizionali ma accusato dall'Italia di penalizzare diversi prodotti della dieta mediterranea, come olio, formaggi o salumi, segnalandoli tra quelli pericolosi per la salute. Il sistem funziona attraverso l'utilizzo di due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E. Con questo sistema, simile a quello utilizzato nella classificazione energetica degli elettrodomestici, prodotti classici della dieta mediterranea come prosciutto di Parma e jamon iberico rischierebbero di essere categorizzati con il bollino rosso, quindi come alimenti considerati poco sani, in base alla quantità di grassi e sali che contengono. Alle critiche italiane ha risposto lo sviluppatore del Nutriscore, il professor Serge Hercberg, che ha rivendicato che l’etichetta a semaforo “attribuisce dei punti su una base puramente scientifica”, relativa ai valori nutrizionali dell'alimento “non fa differenze di trattamento sulla base della nazionalità del prodotto in esame”.

Il fronte del "no"

Per tutelare i suoi prodotti tipici e dopo le proteste dei produttori di maiale iberico, Madrid è entrata nel club degli oppositori di questo sistema di etichettatura, di cui già facevano parte Italia, Repubblica Ceca, Romania, Cipro, Grecia e Ungheria. "Il sistema semplicemente non offre una valutazione adeguata delle qualità di uno dei prodotti di base della dieta mediterranea, che è considerata una delle diete più sane al mondo", ha detto al Guardian un portavoce dell'Associazione interprofessionale dei produttori di maiale iberico, i cui membri allevano suini per produrre alimenti come il prosciutto". "Questo sistema di etichetta nutrizionale a colori è fuorviante, discriminatorio ed incompleto" ha affermato la Coldiretti, aggiungendo che il Nutriscore, così come è fatto, "finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta". L'organizzazione ha inoltre aggiunto che “si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l'olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate”. 

I sostenitori del Nutriscore

A favore del sistema volontario a semaforo, pubblicizzato dall'Ue come un modo per aiutare gli Stati Membri ad avanzare verso un'etichettatura alimentare a livello di Unione entro la fine del 2022, come parte della strategia Farm-to-Fork della Commissione europea per una alimentazione "equa, sana e rispettosa dell'ambiente”, troviamo Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, e Lussemburgo, dove è già largamente presente nei supermercati. Iniziative di aziende private sono in essere anche in Portogallo, Austria e Slovenia. Ma ad appoggiare il sistema del Nustriscore ci sono anche multinazionali del cibo e della distribuzione, europarlamentari, accademici e associazioni di tutela dei consumatori, che ad aprile 2020 hanno firmato un appello indirizzato commissaria alla Salute, Stella Kyriakides chiedendo all'esecutivo europeo “l’adozione obbligatoria in tutta l’Ue” di questo sistema di etichettatura. Tra i firmatari dell'appello troviamo non solo giganti della produzione e distribuzione del cibo come Danone e Nestlé, ma anche tre europarlamentari, la  socialista croata Biljana Borzan, la liberale Véronique Trillet-Lenoir Michèle Rivasi del gruppo dei Verdi, e l'associazione italiana a tutela dei consumatori Altroconsumo.
 

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