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Sabato, 10 Dicembre 2022
Salute

Attenzione a Tik Tok: gli utenti diffondono consigli falsi e imprecisi sulla dieta mediterranea

Uno studio mette in guardia da post nutrizionali fuorvianti sul noto social network specializzato in video

I consigli per perdere peso sono tra i più gettonati sia sui motori di ricerca che sui social media ed aumenta in prossimità dell'estate. Anziché rivolgersi ad un nutrizionista molte persone preferiscono però metodi 'fai da te' e l'ultima moda è quella di esplorare Tik Tok, il social media cinese che spopola con video accattivanti e un linguaggio rapido e semplificato. Oltre agli utenti a caccia di suggerimenti, numerosi sono quelli che producono contenuti che circolano tramite hashtag appositi. Tra i più popolari c'è quello che si riferisce alla dieta mediterranea, considerato uno dei regimi alimentari più efficaci per avere un fisico tonico ed un'alimentazione equilibrata, grazie all'apporto generoso di verdure e di grassi “buoni” come l'olio d'oliva.

Una ricerca, appena pubblicata sulla rivista Current Developments in Nutrition, svela che sulla piattaforma circolano consigli che non rispondono ai veri canoni di questa alimentazione e sono ben distanti dall'essere salutari. "Le persone non saranno in grado di seguire la dieta mediterranea se non capiranno cos'è e come integrarla nella loro vita quotidiana", ha dichiarato Margaret Raber, assistente professoressa presso il Children's Nutrition Research Center del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e del Baylor College of Medicine. "I nostri risultati suggeriscono che se da un lato gli utenti troveranno alcuni contenuti di alta qualità creati da professionisti della salute, dall'altro si imbatteranno anche in informazioni contraddittorie, vaghe o addirittura fuorvianti quando esplorano #mediterraneandiet su TikTok", afferma l'autrice principale dello studio.

La dieta mediterranea è un modello alimentare che enfatizza gli alimenti a base vegetale, lavorati il meno possibile, riducendo al contempo al minimo gli zuccheri aggiunti, i carboidrati raffinati e i grassi saturi. A condire il tutto il prezioso olio d'oliva, mentre pesce, latticini e pollame possono essere inclusi ma con moderazione. La dottoressa sottolinea che, nonostante le origini di questa dieta affondino le radici in modelli alimentari tradizionali di alcuni Paesi affacciati sul Mar Mediterraneo, non tutte le ricette di questa regione rispecchiano i canoni di questo approccio. Questa situazione sta generando confusione su quali siano effettivamente i principi e i cibi tipici di questa dieta.

Per valutare l'impatto del fenomeno sui social media, i ricercatori hanno effettuato uno studio, analizzando i primi 200 video apparsi su TikTok con l'hashtag #mediterraneandiet nell'agosto 2021. La maggior parte dei post (78%) erano in qualche modo legati alla salute, ma meno del 9% offrivano una definizione di che cosa comporta la dieta mediterranea. Un post su 5 addirittura non riguardava affatto la salute, concentrandosi esclusivamente sui piatti e sulla cultura dei Paesi che li producono. Ben il 69% di questi contenuti "culturali" promuoveva alimenti che non fanno parte dal regime oggetto dell'hashtag. Numerosi ad esempio i post riferiti a carne rossa, carboidrati raffinati e prodotti dolciari, nonché ad alimenti trasformati. Tra i contenuti “sbagliati” rientravano ad esempio il kebab di agnello e la pita, alimenti popolari in Grecia, ma lontani dall'essere affini ai principi della dieta mediterranea.

In base ai dati, emerge che i post che si qualificano legati alla salute tendono ad essere più dettagliati e di qualità superiore. Resta però difficile per gli utenti classificare l'affidabilità di chi produce questo genere di contenuti, dato che solo poco più della metà (53%) elenca le credenziali sanitarie nella pagina delle informazioni del proprio account. A tal proposito, la dottoressa Raber suggerisce di cercare contenuti che citano espressamente fonti legate all'ambito sanitario, chiedendo eventualmente consiglio ad un dottore nel caso in cui le informazioni sembrino contraddittorie o confuse. La ricercatrice evidenzia inoltre la necessità per operatori della salute pubblica e medici di adottare nuove strategie finalizzate a comunicare meglio sulla nutrizione, contrastando la disinformazione online. "Non credo che potremo sfruttare appieno il potere dei social media per la promozione della salute, a meno che non si affronti la questione della qualità delle informazioni e di fornire al pubblico gli strumenti per orientarsi in questi nuovi tipi di media", conclude la Raber.

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