Sabato, 18 Settembre 2021
Salute

Meno salumi e vino per sconfiggere il cancro: ecco la dieta Ue (che solleva proteste in Italia)

La Commissione pubblica la nuova strategia per la lotta ai tumori, in cui si delinea l'impegno a "una revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli" in linea "con il passaggio a una dieta più vegetale". Sotto accusa alcolici, carni rosse e trasformate. Ma salta la temuta etichetta "nuoce alla salute"

Il contesto è quello della lotta al cancro. Ma le misure delineate potrebbero intaccare uno dei fondi europei più cari al mondo agroalimentare italiano, quello che finanzia ogni anno con decine di milioni di euro la promozione dei prodotti all'estero. E chissà, un giorno, potrebbero influenzare anche la Pac e i suoi pagamenti diretti. Parliamo della nuova strategia per la lotta ai tumori della Commissione europea, presentata alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro e sostenuta con 4 miliardi di fondi Ue provenienti da diversi programmi e che verrano investiti in piani di prevenzione e screening precoce.

La prevenzione parte dalla tavola

Tra i piani di prevenzione, ci sono quelli che riguardano i consumi alimentari. Ed è qui che Bruxelles mette sullo stesso piano il tabacco, gli alcolici, le carni rosse e quelle trasformate come gli insaccati: per l'Ue, ma anche per buona parte della letteratura scientifica, questi prodotti sono riconosciuti come fattori che aumentano il rischio cancro e che vanno dunque contrastati. “Nel 2020 oltre un milione di persone sono morte di cancro, il doppio delle vittime del coronavirus, e anche lo scorso anno a oltre 15mila bambini è stato diagnosticato un tumore”, ha detto la presidente Ursula von der Leyen. Di qui la necessità di lanciare nel 2021 la campagna ‘Healthy Lifestyle 4 All’ (stile di vita salutare per tutti) per promuovere lo sport, l’attività fisica e “le diete salutari” da intendere come “il passaggio a una dieta più vegetale, con meno carne rossa e processata e altri alimenti legati ai rischi di cancro e più frutta e verdura”, si legge in un documento allegato alla strategia.

I fondi per la promozione

Un passaggio che, sottolineano le organizzazioni agricole, l'italiana Coldiretti in primis, rischia di demonizzare comparti economici e tradizioni importanti, per l'Italia come per altri Paesi Ue. E sopattutto di ridurne l'accesso ai fondi Ue per la promozione dei prodotti agroalimentari sul mercato europeo e su quelli esteri (solo quest'anno ci sono in palio oltre 180 milioni di euro). Il dito è puntato con maggiore chiarezza su carni rosse e trasformate: "La Commissione - scrive Bruxelles - sta avviando una revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli, al fine di accrescere il suo contributo alla produzione e al consumo sostenibili e in linea con il passaggio a una dieta più vegetale, con meno carne rossa e lavorata e altri alimenti legati ai rischi di cancro e più frutta e verdura".

Il vino non è una sigaretta (per ora)

Sul vino, per ora, la Commissione sembra aver eliminato in extremis (o rinviato) l'idea di introdurre un'etichetta obbligatoria per le confezioni di alcolici sul modello di quanto avviene per le sigarette, ossia con l'indicazione dei rischi per la salute. "Posso garantire che l'Europa non etichetterà il vino come un prodotto nocivo. Il vino è sempre stato parte del nostro stile di vita europeo, fin dall'antichità", ha detto il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, che ha tenuto a precisare la differenza nella promozione tra la promozione del'alcol "in quanto tale" e quella di "vini e prodotti legati a specifiche aree geografiche con indicazioni di qualità".

Parole che sono state salutate con favore dalla filiera del vino italiana. Anche se restano alcune perplessità: "Nel documento della Commissione Ue si parte da un assunto erroneo, ovvero che qualsiasi consumo di alcol sia dannoso, senza tenere conto della quantità consumata o delle condizioni in cui si realizza il consumo. È inconfutabile che un consumo eccessivo di alcol, qualsiasi sia la bevanda in questione, sia nocivo per la salute, ma non è tuttavia corretto considerare che il consumo moderato di vino, durante i pasti, rappresenti un pericolo per la salute", spiegano Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi. Un po' la tesi sostenuta dall'Italia contro l'etichetta Nutriscore

Nell'attesa di vedere se il vino (e la birra) verranno considerati in modo diverso rispetto agli altri alcolici, resta che Bruxelles scrive nero su bianco che "il rafforzamento delle politiche di controllo dell'alcol è necessario per prevenire i casi di cancro e le morti attribuibili all'alcol. La Commissione sosterrà quindi gli Stati membri nell'attuazione di un'ampia gamma di politiche quali la riduzione dell'accessibilità e della disponibilità di alcolici, limiti alla pubblicità e alla promozione e la sensibilizzazione sul rischio di consumo di alcol e cancro". Inoltre, "la Commissione riesaminerà la legislazione dell'Ue sulla tassazione dell'alcol". 

Più frutta e verdura contro l'obesità

Andando agli altri punti del piano legati all'alimentazione, la Commissione sottolinea che la dieta  "può influenzare il rischio di cancro molti anni prima della diagnosi e già durante l’infanzia”. “Diete con un ampio apporto di frutta e verdura, cereali integrali invece di cereali raffinati e basso apporto di carne rossa e carne lavorata, bevande zuccherate e sale ridurranno il rischio non solo legato al tumore, ma anche di malattie cardiovascolari, diabete, e mortalità complessiva”. Di qui la volontà, espressa nella nuova strategia, di confermare e migliorare i piani esistenti per favorire diete più salutari. Tra queste viene menzionato “il piano d'azione Ue sull'obesità infantile” concluso nel 2020, ma del quale “si proporrà un seguito”. “Ci saranno forti sinergie con la strategia Farm to Fork” annuncia ancora la Commissione riferendosi al piano che porta gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal all’interno della vasta politica agricola comune. La Commissione proporrà anche “una revisione del programma Ue su frutta, verdura e latte nelle scuole per aumentare la disponibilità di prodotti sani per i bambini”.

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