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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Melannurca, il frutto campano che cura il colesterolo

Negli anni '90 rischiava di sparire, ma si è salvata grazie al marchio Igp. Studi universitari le riconoscono proprietà benefiche per la salute gastrica e per combattere caduta capelli

Piccola, rossa e salutare. Potremmo riassumere così le qualità della Melannurca, una mela tipica della regione Campania, dalle dimensioni ridotte, di colore brillante, leggermente asimmetrica e con un picciolo molto corto. In termini di gusto, si contraddistingue per una polpa croccante, leggermente acidula e succosa. Coltivata sin dall'antichità, fino a trent'anni fa rischiava di sparire, seppellita da qualità più accattivanti sul mercato. “Negli anni '90 c'era una grossa crisi per il nostro prodotto, al punto che la maggioranza dei meleti era destinata alla scomparsa” racconta Gennaro Granata, consigliere del Consorzio della melannurca, proseguendo: “Per fortuna una serie di antesignani, come i nostri genitori, hanno iniziato tutto l'iter per il riconoscimento della melannurca campana Igp”. Oggi la produzione supera le 60mila tonnellate annue per un valore complessivo di 40 milioni di euro.

“Grazie a questo marchio, riconosciuto a livello comunitario, questa mela dal 2005 in poi ha trovato sempre più terreni e sempre più produttori che hanno provato nuovamente a investire su questo frutto”, evidenzia Granata. Il 70% dei meleti sono concentrati nell'area tra Maddaloni, Aversa e nell'alto casertano. Altre zone di produzione campane sono in provincia di Benevento, nella Valle Caudina-Telesina e nel Taburno, mentre nel napoletano viene coltivata nella fascia tra Giugliano e i campi flegrei. Una delle caratteristiche distintive deriva dal picciolo particolarmente corto, ragion per cui la mela, appena giunta a maturazione, cade a terra per l'eccessivo peso pur essendo di piccole dimensioni. Questo il motivo per cui i frutti vengono colti ancora acerbi e poi fatti maturare al sole su letti di paglia per una quindicina di giorni, fino ad assumere una caratteristica colorazione rossa brillante. Tale processo, noto come “arrossamento”, oltre che attribuire un gusto particolare, conferisce alle mele delle specifiche qualità, benefiche per la salute.

Essendo poco zuccherina, ad esempio, è adatta ai diabetici e aiuta in generale a combattere le malattie gastriche. Il consigliere del consorzio ricorda che: “grazie anche alla collaborazione con il dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II di Napoli, guidata all'epoca dal dottor Ettore Novellino, si è riusciti a far promuovere una serie di attività sperimentali che aiutassero a capire l'importanza della mela annurca in termini nutraceutici”. In particolare, uno studio ha dimostrato che la melannurca dimezza i danni ossidativi alle cellule epiteliali gastriche. Secondo i ricercatori, queste proprietà sono connesse proprio al peculiare processo produttivo cui sono sottoposti i frutti.

Altre recenti indagini hanno dimostrato che l'estratto di questa mela è utile anche per combattere l'alopecia androgenetica. Per questa ragione è utilizzata nella produzione di integratori alimentari destinati a combattere la caduta dei capelli. Secondo gli studiosi, questa proprietà deriva dall'abbondante presenza di procianidina B2, una sostanza in grado di stimolare la ricrescita e il trofismo dei capelli. Questa molecola vanta anche altre proprietà, come spiega ancora Granata: “Essendo ricchissima di procianidine, molto più di altre varietà di mele commerciali, abbassa il colesterolo cattivo e aumenta del 30/40% quello buono. Quando la si mangia, ci si nutre e ci si cura contemporaneamente”, conclude l'esponente del Consorzio.

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