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Domenica, 29 Maggio 2022
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“Il nostro olio combatte l'osteoporosi”: quando il cibo diventa medicina

Francesca Petrini, con il contributo di Università e ospedali, ha creato un extravergine ricco di vitamine che aiutano a fissare il calcio nelle ossa

Curarsi mangiando. Questo il faro che ha guidato la Fattoria Petrini di Monte San Vito, in provincia di Ancona, a creare un olio speciale, capace di avere un impatto positivo sulla mineralizzazione ossea. Francesca Petrini, con il fratello Cristiano, dirige l'azienda di famiglia, specializzata nella produzione di oli extra-vergine di oliva biologici. L'esperienza di questa fattoria spicca da tempo in una regione come le Marche, che sta per diventare il principale distretto biologico d'Italia, avendo abolito i pesticidi dalla produzione da una trentina d'anni. Francesca, come altre donne impegnate nel biologico, ha contribuito alla rinascita dei territori marchigiani, che dopo un periodo sottotono, sono stati in grado di anticipare una serie di tendenze, oggi di grande attualità nel mondo agricolo.

“Su questo tema abbiamo fatto e detto molto, credendo in un rinnovato rapporto tra cibo e salute”, spiega Francesca, ricordando: “Già Ippocrate disse ' Fa che il cibo sia la tua medicina'. In base a questa convinzione abbiamo voluto considerare l'olio non solo come condimento fondamentale per la dieta mediterranea, ma anche come uno strumento per far arrivare nuova salute all'organismo”. Nello specifico, la Fattoria ha creato un olio, il Petrini plus (tutelato tramite brevetto), arricchito con vitamine D, K e B6, atto a favorire l'assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa. “Si tratta di un vero e proprio alimento nutraceutico funzionale che esplica una funzione specifica sull'organismo”, sottolinea l'imprenditrice agricola.

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Partendo dalla constatazione del diffuso impoverimento progressivo delle ossa di sali minerali e di calcio, che spesso sfocia in una vera e propria osteoporosi, nasce l'idea di guardare all'olio con occhi nuovi, vedendolo come un veicolo per apportare sostanze necessarie all'organismo, finalizzate a migliorare il metabolismo osseo. Fondamentale per la riuscita dell'operazione è stata l'interazione con enti di ricerca specializzati su agricoltura e salute dei cibi. “Ci siamo avvalsi della collaborazione con l'Università di Bologna e con l'Università tecnica delle Marche, della Fondazione Salesi di Ancona e dell'ospedale di Senigallia, dove abbiamo testato il prodotto in vivo”, dichiara Francesca. In base ai test, questo olio risulta particolarmente benefico per persone che soffrono di carenza di calcio, donne in gravidanza, anziani e donne in fase di pre e post menopausa. La combinazione natura e salute è risultata essenziale per creare questo super-alimento. L'olio, come gli altri prodotti nella fattoria, è il frutto di olive sane, non trattate chimicamente, lavorate entro poche ore dalla loro raccolta, i cui scarti di lavorazione non sono rifiuti ma materia prima da reimpiegare per usi agronomici. “Questa idea parte da un profondo rispetto per l'ambiente. Noi facciamo biologico da trent'anni. Se riusciamo a creare un ecosistema in armonia avremo di certo un rispetto maggiore anche per la salute dell'uomo”.

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