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Sabato, 28 Maggio 2022
Smart&Green

Portiamo l'innovazione sul vulcano, per coltivare un pomodorino del piennolo “green”

L'azienda Sapori Vesuviani ha inserito irrigazione a goccia, centraline meteo e sonde per migliorare l'impatto ambientale e tutelare una delle produzioni più tipiche della Campania

È uno dei prodotti più caratteristici della Campania, in particolare dell'area vesuviana, in grado di conservarsi a lungo, senza aggiunta di conservanti o altri elementi chimici. Si tratta del Pomodorino del piennolo, caratterizzato da una forma peculiare a “pizzo”, che gli consente di recuperare acqua dalla brina, e di prosperare anche in un ambiente piuttosto arido come le falde del vulcano partenopeo. Come sottolineano gli esperti, il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" raggruppa vecchie cultivar e biotipi locali, accomunati da caratteristiche morfologiche e qualitative più o meno simili. L'espressione “piennolo” indica una caratteristica tecnica di legatura a grappoli, che avviene in ambienti areati, che garantisce la conservazione del prodotto per diversi mesi.

A preservare questa tipicità contribuisce Sapori vesuviani, un’azienda agricola biodinamica a carattere familiare, gestita da Pasquale Imperato. “Questo pomodoro riesce a conservarsi fino ad un anno dalla raccolta. Viene coltivato in un terreno asciutto, posto in collina, vicino alla brezza marina. Sembra poesia, ma è una splendida realtà” racconta l'agricoltore. “L'altra caratteristica è il sapore dolce, ma dal retrogusto amarognolo, perché il terreno del Vesuvio in quanto vulcanico è straricco di minerali, quali zolfo e potassio, che danno un sapore inconfondibile ai piatti classici della cucina napoletana” sottolinea Pasquale, che ricorda: “Il terzo aspetto è quello del pizzo, questa protuberanza che lo distingue anche morfologicamente rispetto agli altri pomodori”.

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Collocata nel Parco Nazionale del Vesuvio, considerato una delle più grandi riserve di biodiversità del nostro Paese, l’azienda è specializzata nel recupero delle produzioni agricole tipiche del territorio vesuviano destinate alla trasformazione artigianale, conciliando le tradizioni contadine con l’innovazione al fine di ottenere prodotti di alta qualità e genuini. “Già cinque anni fa abbiamo automatizzato l'impianto di irrigazione a goccia tramite un'applicazione da smartphone, mentre da un paio d'anni abbiamo fatto ricorso a delle centraline meteo che ci consentono di fare prevenzione delle malattie funginee” spiega l'imprenditore.

Il processo di rinnovamento tecnologico è continuo, come evidenzia Pasquale : “Siamo andati ancora oltre, mettendo nel terreno anche delle sonde, che ci aiutano a capire quando la pianta ha bisogno di acqua e in che quantità. Quindi si tratta di un'innovazione fatta soprattutto di valore e nel rispetto della natura. Perché solo in un ambiente sano nasce la salute a tavola”. Oltre al pomodorino, l'azienda coltiva anche la tipica albicocca del Vesuvio, specializzandosi nei prodotti di conservazione, come passate, confetture, sott'oli, per chiudere un ciclo virtuoso, che tenta di evitare sprechi di ogni sorta. Grazie all'ideazione di un nuovo packaging regalo, brevettato dall'azienda, Pasquale è risultato primo classificato in Campania e finalista nazionale al Con­corso Oscar Green 2011.

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