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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Smart&Green

"Con i droni sui campi evitiamo lo stress idrico"

La Porto Felloni è stata un'azienda pioniera nell'inserimento di tecnologie digitali in Italia. Satelliti, droni e analisi di laboratorio permettono una maggiore redditività e sostenibilità ambientale

Anche se l'agricoltura di precisione è sfruttata appena dal 3-4% delle aziende, sono sempre più numerose le realtà che si stanno avvicinando a questa modalità di produzione cosiddetta 4.0. La società agricola Porto Felloni, operativa tra Ferrara e Padova, è tra i pionieri dell'avanguardia tecnologica, iniziando a introdurre tecnologie digitali sin dalla fine degli anni '90. Oggi l’intero parco macchine è dotato di sistemi di guida semi-automatica a correzione satellitare. Inoltre, si è arrivati ad utilizzare le tecnologie a dosaggio variabile per operazioni quali la semina, la concimazione e la distribuzione dei trattamenti fitosanitari.

“Siamo partiti da un monitoraggio, per sapere quanto è produttivo un terreno, e quindi un'azienda, in relazione alle varie colture” racconta Cristiano Salvagnin, contitolare della Porto Felloni. “L'obiettivo era quello di aumentare la redditività, minimizzare gli impatti sull'ambiente grazie ad un utilizzo mirato dei principi attivi e dei mezzi produttivi, attraverso l'implementazione di tecnologie e di abitudini a lavorare in un certo modo”, spiega l'imprenditore. Per garantire continuità, le analisi dei suoli in laboratorio vengono effettuate ogni tre anni, mentre la mappatura globale della tessitura aziendale avviene tramite la speciale tecnologia ARP. L'azienda si è dotata anche di specifici software di elaborazione dati, quali mappe dei suoli, della loro fertilità e dati di produzione, che restituiscono le informazioni necessarie alla preparazione dei dosaggi. Risulta inoltre accurata e precisa la rintracciabilità di tutte le operazioni colturali eseguite e dell’utilizzo delle materie prime.

La Porto Felloni sin dai primi anni 2000 ha adottato anche la tecnologia satellitare, che permette la guida semi-automatica dell'intero parco macchine aziendale negli appezzamenti. Le ultime tecnologie satellitari sono utilizzate per il rilevamento di determinati stress (idrici, carenze nutrizionali, patologici) delle colture. Dal 2015, l'azienda monitora le proprie colture utilizzando dati e immagini satellitari, in particolare nelle colture cerealicole (mais e grano), impiegati per verificare in modo continuo lo stato nutrizionale e idrico delle colture. Vengono inoltre utilizzati dei droni, per il monitoraggio delle produzioni orticole (in particolare del pomodoro). Le immagini ad alta risoluzione permettono di individuare patologie fungine o attacchi di parassiti, consentendo di trattare tempestivamente la zona individuata e geolocalizzata, nonché per prevenire stress idrici nelle zone più a rischio.

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Come ricorda Salvagnin, oggi è in aumento il numero di aziende che si sono avvicinate a queste modalità di produzione digitale. Esistono anche dei gruppi di professionisti che le assistono, mettendo a disposizione tecnologie e conoscenze, ma soprattutto le apparecchiature per leggere i dati. “L'agricoltore può fare un po' di fatica ad elaborare questi dati e anche in origine a raccoglierli”, sottolinea Salvagnin, precisando: “Anche le realtà piccole possono fare agricoltura di precisione. Sicuramente è necessario un grande impegno, ma oggi lo sforzo economico rispetto al passato è più sostenibile”.

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