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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Smart&Green

"Con la nostra cantina sostenibile valorizziamo i vini di Toscana e Umbria"

Investimenti in bacini idrici, sensori e pannelli fotovoltaici per ridurre l'impatto ambientale. E il prossimo passo sarà il biologico

Nel cuore dell'Italia, tra Toscana e Umbria, sta prendendo forma un grande progetto vitivinicolo, che mira alla valorizzazione del territorio rispettando l'ambiente. A portarlo avanti sono le Tenute del Cerro, la società agricola del Gruppo Unipol, che comprende 5 realtà produttive, di cui quattro vitivinicole divise tra le due regioni, ma unite dallo stesso obiettivo: essere al contempo una realtà produttiva di rilievo e all'avanguardia in termini di sostenibilità. Investimenti recenti hanno puntato sull'ampliamento dei bacini idrici e sulla creazione di una cantina moderna improntata al risparmio energetico. La prospettiva è quella di una progressiva conversione al biologico, per eliminare prodotti chimici e relativi residui da tutte i terreni dell'azienda.

Interventi idrici mirati

Il progetto nasce nel 2014 con la fusione tra il gruppo assicurativo e Fondiaria Sai, che già nel 1978 aveva acquisito due tenute: Montecorona ad Umbertide, in provincia di Perugia, e la Fattoria del Cerro ad Acquaviva di Montepulciano, nel senese. A queste proprietà originali se ne sono aggiunte altre tre, per cui oggi complessivamente parliamo di circa 4.500 ettari, di cui 300 votati alla viticoltura. Per questo settore, la sostenibilità è divenuta il focus principale, realizzandola tramite diverse iniziative e innovazioni. “Stiamo inserendo macchinari di agricoltura 4.0 che ci permettono di ottimizzare il rapporto tempo/lavoro e la tipologia di interventi da effettuare nei campi”, spiega Antonio Donato, direttore generale di Tenute del Cerro. “In collaborazione con l'Università di Firenze stiamo sperimentando dei sistemi di controllo delle temperature che tramite dei sensori monitorano lo stress delle piante, inoltre abbiamo avviato la digitalizzazione del quaderno di campagna”, prosegue Donato, che è anche responsabile di tutte le società agricole di Unipol.

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L'altra svolta concerne la gestione dell'acqua. Un punto fondamentale se consideriamo il periodo di cambiamenti climatici e l'incremento di periodi di siccità, che stanno mettendo in crisi numerose realtà agricole. “Stiamo ampliando sia i nostri bacini di raccolta dell'acqua piovana, che ci permettono di non ricorrere all'irrigazione pubblica, sia il nostro sistema per l'irrigazione di soccorso” racconta il direttore, che a questo proposito specifica: “Abbiamo installato dei tubicini che corrono lungo le vigne ed entrano in funzione solo se, tramite i sensori, rileviamo che la vite è andata in stress”. Nella tenuta Fattoria del Cerro Montepulciano dai 40 mila metri cubi attuali di bacini, che raggiungono circa 75 ettari, sono in corso i lavori per arrivare quasi a quota 100mila, al fine di irrigare 200 ettari. Un ulteriore polmone idrico, con altri 90mila metri cubi destinati al soccorso, è in arrivo in zona San Giuseppe, sempre a Montepulciano.

La nuova cantina in armonia col territorio

Nel seguire la rotta verso la sostenibilità, sono attive diverse collaborazioni. Oltre al progetto con l'Università di Firenze, le Tenute sono entrate a far parte del Wine Research Team, che unisce oltre 40 aziende di rilievo nazionale, che si avvalgono della consulenza di Attilio Scienza, esperto di viticoltura, per la ricerca sullo sviluppo della pianta. Altra cooperazione attiva è quella con la Regione Toscana ed altre aziende locali, per uno studio sui fattori esterni, come gli sbalzi climatici, al fine di evitare trattamenti inutili, dove il livello di precisione del monitoraggio è tale da riguardare la singola pianta.

L'ultimo grande investimento (10 milioni di euro), riguarda la nuova cantina logistica, denominata “Le Cerraie”, che raccoglie le uve delle 4 realtà agricole e risponde all'esigenza di concentrare in un unico punto la raccolta per l'imbottigliamento, lo stoccaggio e la distribuzione. Collocato nella Fattoria del Cerro in località Acquaviva a Montepulciano, in provincia di Siena, questo ex pollaio è diventato una struttura di 4.000 metri, realizzata con tecniche attente alla sostenibilità ambientale. Dotata di pannelli fotovoltaici per una produzione di energia pari a 100 KW, la struttura è stata ideata con una grande attenzione all'estetica, per amalgamarsi al meglio col territorio anche in termini visivi. Per la copertura sono stati utilizzati in pannelli di pasta di legno, che assicurano isolamento termico e risparmio energetico. Le linea di imbottigliamento è completamente automatizzata, mentre il magazzino di conservazione dei vini è dotato di temperatura controllata. È da qui che parte verso i clienti una produzione pari a circa 1milione e 500mila bottiglie, che raggiungono il mercato statunitense e asiatico, con bottiglie di Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Chianti Colli Senesi e Sagrantino di Montefalco di Còlpetrone.

Verso il biologico

Oltre al vino, all’interno delle Tenute sono prodotti anche olio, cereali, e frutta ad Indicazione Geografica Tipica. Sempre in tema di tutela ambientale, nel 2021 è stata completata la conversione a biologico della Tenuta di Monterufoli, in provincia di Pisa, ma questo dovrebbe essere solo il primo passo. “Monterufoli, essendo di soli 1000 ettari, di cui 20 di vigna, e con un bosco di macchia mediterranea, è la tenuta che si prestava meglio alla conversione. La filosofia del biologico, nonostante presenti un rischio commerciale maggiore, è coerente al nostro modo di lavorare e il nostro obiettivo è di far aderire tutte le nostre realtà agricole ai protocolli bio”, svela in anteprima Donato.

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