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Domenica, 14 Agosto 2022
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Giovanni Boldini, 24 anni e un grande progetto per rinnovare il caseificio di famiglia

Fra tradizioni millenarie e aziende tramandate di padre in figlio, le nuove generazioni fanno crescere la filiera

Produrre il formaggio DOP più consumato al mondo non può che riempire d’orgoglio chi si impegna ogni giorno con passione e dedizione a tale scopo. Far parte di una filiera agricola sostenibile e controllata, in grado di realizzare un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello globale, non può che essere motivo di soddisfazione per chi ci mette passione e crede, ogni giorno, in ciò che fa.

Orgoglio, soddisfazione, impegno, passione: tutte parole utilizzate da Giovanni Boldini per descrivere il suo lavoro. Lui ha solo 24 anni, ma già è alla guida dell’azienda agricola di famiglia, un caseificio di Castenedolo, aderente al Consorzio di Tutela del Grana Padano. 

Un’eredità lasciatagli dal nonno e dal padre, una tradizione di famiglia che Giovanni ha scelto di portare avanti con responsabilità e rispetto.

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Innovare la tradizione, rispettandola: chi sono i Giovani della Filiera

Rispettare la tradizione, però, per Giovanni non significa necessariamente rimanere fermo al passato e ai metodi di chi lo ha preceduto, né godere semplicemente del duro lavoro fatto negli anni dal nonno e dal padre.

Giovanni ha deciso di diventare parte attiva della tradizione e, a suo modo, innovarla grazie alla sua intraprendenza e lungimiranza.

Giovanni, così come altri Giovani della Filiera, stanno innestando competenze fresche e conoscenze derivate dalle nuove sensibilità emergenti a livello globale, ma anche sfruttando tecnologie innovative e all’avanguardia in grado di migliorare e rendere più efficiente il lavoro quotidiano, pur sempre nel rispetto del disciplinare di produzione.

Il secondo caseificio di Giovanni: uno spettacolo per occhi che guardano al futuro

Il contributo di queste nuove generazioni di allevatori, casari e imprenditori agricoli sta facendo crescere tutta la filiera in direzione del futuro. Un futuro che, per Giovanni, ha tutto l’aspetto di un secondo caseificio che, per sua precisa volontà, verrà presto affiancato al primo e che consentirà di potenziare la sua produzione di Grana Padano, che attualmente già tocca ogni anno le 30.000 forme di formaggio DOP.

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Uno spettacolo unico, anche solo da guardare, stoccato in lunghe file ordinate in un apposito magazzino di stagionatura, dove queste riposano dai 9 agli oltre 20 mesi. 

È proprio aprendo ogni giorno il portone del magazzino e osservando con orgoglio tutte quelle forme di Grana Padano, che Giovanni trova la forza e la determinazione per impegnarsi ancora di più e per continuare a progettare il futuro suo, della filiera e di un territorio che da quasi mille anni è protagonista di una tradizione d’eccellenza come quella del Grana Padano.

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