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Domenica, 3 Luglio 2022
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“Così alimento le mie mucche e mi prendo cura degli animali della fattoria”: il racconto di Serena, una Giovane della Filiera

Serena Dossi, nella sua fattoria didattica, spiega alle future generazioni come prendersi cura degli animali

Un amore sconfinato per gli animali, una vita dedicata a prendersene cura e un lavoro capace di realizzare in pieno il sogno di una bambina che, un tempo, correva e giocava felice nella fattoria di famiglia.

È la perfetta descrizione di Serena Dossi, prima donna, dopo tre generazioni di uomini, a gestire l’azienda agricola di famiglia a Pozzolo sul Mincio. 

Serena è ancora giovane, ma ha già ben chiaro in testa come tenere sotto controllo, con impegno e passione, le attività di cui si occupa quotidianamente: un agriturismo, una fattoria didattica con tanti animali (tra cui oche, capre, maiali e cavalli) dedicata ai più piccoli e un allevamento di bovine da latte.

Due semplici regole per produrre la DOP più consumata al mondo

La prima regola indiscutibile da seguire nel suo lavoro, arriva dalla filiera agricola a cui Serena aderisce. Il Consorzio di Tutela del Grana Padano impone, infatti, a tutti gli allevatori della filiera di rispettare un rigoroso Disciplinare di Produzione, sottoponendo le aziende agricole, il latte e il Grana Padano prodotti a controlli periodici, effettuati da un ente terzo, il CSQA.

Questa linea di condotta porta con sé un risultato importante che si concretizza in un prodotto di qualità eccellente, orgoglio del Made in Italy in tutto il mondo.

La seconda regola seguita da Serena, questa volta auto imposta, deriva dal suo amore incondizionato per le sue vacche da latte. Prendersi cura di loro, della loro salute e della qualità della loro alimentazione non è solo un piacere per Serena, ma una vera e propria missione.

Grazie a una laurea in scienze gastronomiche e con il supporto di un alimentarista, Serena riesce, infatti, a garantire alle sue bovine foraggi freschi e di qualità in ampi pascoli versi. Una dieta leggera e nutriente che bilancia fieno, erba medica e insilato di mais di produzione propria o delle aziende vicine.

Il risultato, ancora una volta, porta in un’unica direzione: la qualità del latte prodotto da mucche in perfetta salute e destinato alla produzione del rinomato Grana Padano che, non a caso, è la DOP più consumata al mondo.

Largo ai Giovani della Filiera: attuali e future generazioni di produttori di Grana Padano

Il lavoro di Serena la appassiona a tal punto, che cerca di condividerlo con più persone possibili, tanto che, nella sua fattoria didattica, mostra a decine di scolaresche ogni anno il suo mondo. In tal modo invita e coinvolge le generazioni più giovani a interessarsi a quella vita fatta di animali, contatto con la natura e lavoro in fattoria, tutti elementi spesso lontani dalla quotidianità urbana a cui i bambini sono abituati.

La speranza di Serena è quella di contribuire, un giorno, con la sua opera di “sensibilizzazione”, a formare nuove e intraprendenti leve che rinfoltiranno l’attuale gruppo di Giovani della Filiera. Questi sono ragazze e ragazzi che hanno scelto di seguire le orme di padri e nonni allevatori, proponendo però tutta una serie di innovazioni nel settore lattiero-caseario, dettate dalle attuali e migliorate conoscenze tecnologiche, da studi approfonditi della materia e da iniziative virtuose realizzate in ottica sostenibile.

Una filiera tecnologica e sostenibile con quasi 1000 anni di tradizione alle spalle

Serena, come avrete capito, è una di loro, e di lei, come degli altri, ne parla anche il presidente del Consorzio di Tutela del Grana Padano, Renato Zaghini, con parole colme d’orgoglio e speranza.

“I Giovani della Filiera possiedono conoscenze tecnologiche che migliorano la produzione e la gestione dell’azienda. Vogliono vincere la sfida della sostenibilità produttiva, che i loro genitori alla guida delle aziende hanno avviato. Sono determinati a trovare nuovi linguaggi e argomenti per crescere sui mercati a forte tradizione casearia e per aprirne di nuovi. Sono ragazzi che svolgono lavori non sempre conosciuti, ma che richiedono vocazione e dedizione e tutti condividono il desiderio di rinnovare ogni giorno una grande tradizione con quasi 1000 anni di storia.”

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