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Domenica, 29 Maggio 2022
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Come si degusta un vino? Ecco alcuni suggerimenti utili

I consigli per poter muovere i primi passi nell'ambito della degustazione, per non trovarsi completamente impreparati nel caso si debba valutare un vino

Il vino è una bevanda molto apprezzata e che si adatta a numerose occasioni.
Perfetto per il pranzo o per un aperitivo, si presta anche ad accompagnare un dolce; l’annosa questione rimane, però, quale vino abbinare distinguendone le caratteristiche.
La scelta in effetti non è semplice, né immediata, anche perché, per osservare tutte le proprietà di un vino, non basta un senso: vengono, infatti, coinvolti vista, olfatto e gusto. Posto che non si diventa sommelier in un giorno, si possono, però, seguire alcuni suggerimenti utili per non trovarsi completamente impreparati.

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Il bicchiere da degustazione

La partenza non crea difficoltà: per la degustazione, infatti, non è necessario scegliere un calice diverso a seconda del vino, ma si impiega un bicchiere da degustazioni ISO; si tratta di un calice standard, adatto ad ogni tipologia enologica.
Quindi, si versa il vino, riempiendo il bicchiere per circa ? della sua capacità; in questo frangente, il bicchiere va sorretto per lo stelo e deve rimanere in posizione leggermente inclinata.
Durante la degustazione, il calice dovrà essere sempre tenuto per lo stelo o, addirittura, per la base; questo per evitare di scaldare il vino con il calore delle proprie mani.

Osservazione di colore e consistenza

È giunto il momento di scoprire qualcosa di più riguardo al vino versato.
La prima azione coinvolge la vista: è attraverso un’analisi visiva, infatti, che si possono notare diverse caratteristiche.

  • La prima di queste è il colore, che consente di annoverare il vino nella famiglia di rossi, bianchi o rosé.
  • In seconda battuta, ci si concentra sulla limpidezza del liquido, notando se sono presenti particelle in sospensione.
  • È, ora, il turno della consistenza, che può essere valutata facendo ruotare, delicatamente, il vino all’interno del calice. A seconda della velocità di scorrimento delle gocce di vino e degli archetti che si formano sulla parete del bicchiere, è possibile valutarne la gradazione alcolica e la struttura. C’è però da fare attenzione: non tutti i vini si prestano a questa pratica. Se, ad esempio, per i vini rossi e bianchi freschi, giovani, aromatici, pronti per essere bevuti in tempi brevi, la rotazione è sconsigliata, nel caso di vini frizzanti e spumanti è assolutamente vietata. Il movimento, infatti, libera l'anidride carbonica presente, facendo perdere la tipica effervescenza (e rendendoli, di fatto, simili a vini fermi).

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Olfatto: riconoscere il profumo del vino

Avvicinando il calice inclinato al proprio naso, si inspira profondamente l’aroma del vino, per coglierne il profumo che, solitamente, viene descritto con associazioni a elementi naturali; si parla, quindi, di note floreali, fruttate, speziate, legnose, minerali e altre. Si possono cogliere, quindi, l’intensità e la durata degli aromi, unitamente alla loro complessità.
Come per tutte le cose, anche il riconoscimento degli effluvi sprigionati dal vino migliora con l’allenamento a distinguere gli odori (di qualsiasi genere, non soltanto legati all’ambito enologico).
In alcuni  casi, per poter percepire tutti i profumi che un vino è in grado di offrire, può essere utile farlo ruotare, così da ossigenarlo e portarlo a liberare gli aromi.
È bene ricordare, però, le attenzioni da prestare a questa pratica.

Entra in gioco il gusto: l’assaggio

Finalmente, si è giunti all’assaggio: il contatto con le papille gustative consentirà di cogliere le sfumature del vino.
I sapori che riconosce la lingua, quando si assapora un vino, si dividono in: acido, dolce, salato e amaro. A carico del palato, invece, la distinzione di caratteristiche quali durezza (tannicità, acidità e sapidità) e alcolicità.
Per percepire il gusto del vino, è necessario prenderne un piccolo sorso e trattenerlo in bocca, così da valutarne e scoprirne le differenti sfumature, percependone, morbidezza, intensità e persistenza.
Volendo, è possibile annotare le proprie considerazioni e sensazioni, per tenerne traccia e verificare i progressi fatti, ma la cosa più importante è godersi l’esperienza.

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