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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Boom di esportazioni per i vini italiani, con alcune interessanti novità

Il mercato estero è stato particolarmente florido nel 2021; ora bisogna prestare particolare attenzione al mercato cinese

L’Italia, in quanto paese esportatore di vino, ha generalmente ottenuto risultati soddisfacenti, pur avendo un ampio margine di miglioramento. Per quanto riguarda l'andamento del periodo compreso tra 2019 e il 2021, gli esperti del settore hanno monitorato attentamente la situazione, così da seguirne le evoluzioni.

L'esito è stato, senza dubbio, interessante e positivo: l’anno 2021 si è chiuso con una crescita in valore del 12,4%, pari a 7,1 miliardi di euro.
Ciò è quanto emerso dai dati forniti dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly-Ismea, successivamente all’elaborazione dei dati rilasciati dall’Istat (il segmento analizzato riguardava le esportazioni italiane effettuate durante i 12 mesi del 2021).

Dalla vite alla bottiglia: tutto quello che c'è da sapere sul processo di produzione del vino

Un anno eccezionale in molti sensi e che, difficilmente, si ripeterà a breve.
In prima battuta, infatti, il 2021 è stato influenzato dalla cosiddetta revenge spending (spesa di rivalsa) post Covid-19, che ha spinto un congruo numero di consumatori ad acquistare vino, anche di elevata qualità; un trend che, in condizioni normali, avrebbe richiesto molto più tempo per consolidarsi.

Inoltre, le limitazioni dovute alla pandemia hanno costretto le persone a bere vino a casa, incrementandone l’acquisto. La situazione ha sicuramente modificato le abitudini usuali, ma in parte, grazie alla riapertura dei locali legati al settore ho.re.ca., i consumi casalinghi stanno rientrando.

Infine, durante questo 2022 si stanno manifestando criticità a livello di costi delle materie prime e di inflazione, condizioni che ostacolano una crescita forte come quella dell’anno passato.

Tornando all’analisi dei dati, ecco un breve approfondimento.

I dati

Il BelPaese, durante il 2021, ha esportato ben 22,2 milioni di ettolitri di vino, vedendo un incremento del 7,3% rispetto al 2020.

Entrando più nello specifico, la richiesta ha riguardato, specialmente, le produzioni Dop (incremento del 15,8% in valore), seguita dai vini comuni (crescita del 8,9%) e le Igp ( aumento del 5,4%).
Nel complesso, le esportazioni di vino italiane hanno riguardato, per i ?, vini Dop, a dimostrazione di una maggiore richiesta di prodotti di elevata qualità da parte dei consumatori.
Da notare anche il crescente apprezzamento per gli spumanti (+25,3%), percentuale nettamente superiore a quella dei vini fermi (+12,3%).

Positiva, inoltre, la crescita media dei prezzi dei vini italiani, avuta durante il 2021, che ha riguardato sia i vini comuni (+1,9% per i bianchi e +0,7% per i rossi) che i vini a Denominazione di Origine (+3,5% per i bianchi e + 2,5% per i rossi).

Cina: un mercato in crescita

Nella classifica dei Paesi che più apprezzano il vino proveniente dall’Italia, in testa si trovano gli Stati Uniti, con un +18,4%, seguiti da Germania e Regno Unito. Un incremento della richiesta è stato registrato anche in Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Francia, Svezia, Belgio, e Danimarca.

Se però, la risposta di questi Paesi è risultata abbastanza prevedibile, considerando i dati inerenti agli anni precedenti, particolarmente degna di nota è l’evoluzione del mercato della Cina (+29,2%).
Interessanti, a tal proposito, le considerazioni emerse dall’incontro avvenuto tra il team Wine to Asia e Veronafiere Cina (promotori della 54° edizione di Vinitaly) con Bill Liu e Christina Wan Yi Li, due tra i massimi esperti di vino nel sud della Cina.
I due Wine Educator hanno infatti sottolineato come il consumo di vino italiano in Cina stia decisamente crescendo, anche grazie alla volontà, da parte dei consumatori, di sperimentare nuovi sapori.

Quando un vino può essere definito biologico: caratteristiche e metodi di lavorazione

Se fino a qualche tempo fa, infatti, i cinesi prediligevano i vini rossi (come Amarone, Barolo, Barbaresco, Brunello e Chianti), oggi osano di più, apprezzando anche la freschezza dei bianchi, in particolare Prosecco e Asti.
In sintesi, secondo i due esperti, il mercato cinese, per quanto riguarda il vino italiano, ha un grande potenziale; i motivi sono, principalmente, tre.

1) Le nuove generazioni apprezzano il vino italiano, andando ad ingrossare le fila dei consumatori.

2) Sempre più persone amano bere vino di qualità nei ristoranti e nei wine bar, specialmente nelle zone di Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen.

3) Vi è un'attenzione crescente per i vini di nicchia, in particolare per i naturali, biologici e biodinamici.

Wine to Asia, la nuova manifestazione fieristica legata al vino

Date le premesse, gli esperti del settore non potevano che dedicare un occhio di riguardo al mercato cinese.
Per questo motivo, Veronafiere-Vinitaly, grazie alla partnership con Pacco Communication, ha organizzato Wine to Asia, la nuova manifestazione fieristica dedicata ai professionisti del settore vinicolo dell’area Asia/Pacifico.

L’evento, che si terrà dal 7 al 9 maggio, comprenderà tre giorni di incontri, degustazioni e opportunità di networking, durante i quali produttori provenienti da tutto il mondo potranno incontrare i più importanti acquirenti asiatici.

Il luogo scelto per l'iniziativa è Shenzhen,  città dell’innovazione e della comunicazione digitale, che si distingue per l’elevato grado di crescita economica ed è sede di oltre 3.000 aziende importatrici di wine & spirits.
Qui si colloca, inoltre, la sede centrale di Pacco Communication.

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