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Domenica, 29 Maggio 2022
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Record storico per la 54ª edizione di Vinitaly

Un'edizione finalmente in presenza che si conferma un successo, stabilendo un record storico di presenza di operatori stranieri

La 54ª edizione di Vinitaly, quest’anno in particolare, ha portato con sé un carico di attesa; si è trattato, infatti, di un’edizione finalmente in presenza, dopo due anni di fermo a causa della pandemia.
Le aspettative non sono state disattese: l’evento è andato sold out e le varie iniziative organizzate hanno visto una notevole affluenza.
Ciò riconferma il salone dei vini e dei distillati come eccellente occasione di business per gli operatori del settore, ma anche un evento in grado di dedicare attenzione agli amatori, intrattenuti grazie al suggestivo Vinitaly and the city.
Ecco qualche informazione in più.

Un po’ di numeri

Il quartiere espositivo di Vinitaly, diviso in 17 padiglioni, ha contato la partecipazione di ben 4.400 espositori nazionali e internazionali, provenienti da 19 nazioni diverse.
Grazie al coinvolgimento di varie figure legate all’ambito enologico (e a ciò che gli gira attorno), è stato possibile organizzare circa 400 eventi tra degustazioni guidate, walk-around events, ricerche di mercato, workshop, incontri formativi, eventi b2b e seminari dedicati alla distribuzione su larga scala.
Tra questi, ad esempio, sono stati programmati 30 convegni e 76 degustazioni.

Vinitaly ha poi accolto 700 ‘super buyer’ di vino italiano provenienti dall’estero (più precisamente da 50 Paesi); di questi, 650 hanno garantito la loro presenza grazie alla campagna congiunta intrapresa da Veronafiere e ICE-Agenzia.
I rimanenti 50 operatori sono stati reclutati, invece, attraverso un progetto di ‘incoming’ creato su misura e curato da Veronafiere in collaborazione con circa 30 aziende espositrici del salone.

Boom di esportazioni per i vini italiani, con alcune interessanti novità

Come preventivato, le difficoltà legate alla pandemia hanno limitato gli spostamenti, in particolar modo, di operatori provenienti da Cina e Giappone; a questo, si è unita la minore affluenza di buyer russi (per evidenti motivi). Tale situazione ha causato una mancanza di ben 5.000 arrivi.
Nonostante ciò, il risultato ottenuto dal salone è stato eccellente: Vinitaly ha, infatti, registrato il record storico di presenza di operatori stranieri, provenienti da 139 Paesi. Su un totale di 88.000 professionisti del settore, 25.000 provenivano dall’estero, attestandosi su una percentuale del 28%.
Ottima, anche, la partecipazione nazionale, che ha visto un incremento della presenza del Centro-Sud.

Alcune delle novità presentate durante la 54ª edizione

Non sono mancate le novità introdotte nel corso della fiera.
Presso le aree tematiche, ad esempio, è stato riservato uno spazio alle produzioni di nicchia. Ha, infatti, avuto luogo la prima edizione di Micro Mega Wines, pensata per valorizzare le aziende italiane che producono piccoli volumi di vino ed è stata organizzata Vinitaly Bio, sezione dedicata ai vini biologici.

Anche Mixology, l’area tematica dove i produttori specializzati in prodotti del mondo cocktail hanno mostrato un panorama nuovo e interessante, è stata molto apprezzata. Questa edizione ha dimostrato che il fenomeno è decisamente in crescita, dato l’esordio esplosivo.

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Durante questa edizione ha debuttato, inoltre, il quarto colore del vino, con l’Orange Wine Festival.
I ‘vini arancioni’, per la prima volta, hanno varcato le porte del salone di Veronafiere, con un’iniziativa dedicata ai vini bianchi macerati (orange) prodotti in modo sostenibile. È stata tenuta una masterclass e, a seguire, c’è stato un walk around tasting di 38 produttori selezionati da 7 nazioni: Slovenia, Italia, Austria, Georgia, Serbia, Croazia e Grecia.

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