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Agricoltura, "serve Europa più forte per sviluppo duraturo del settore"

Lo afferma il presidente il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione

Per rilanciare l’economia dell’Ue e l’agricoltura a dodici stelle “abbiamo bisogno di un’Europa forte, coesa e solidale, capace di promuovere uno sviluppo duraturo e sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale”. Lo afferma il presidente il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione. Il settore è preoccupato per la “fase di grandi difficoltà” che investe l’insieme degli Stati membri, sempre meno uniti e sempre meno convinti del progetto comune, rimesso in discussione dai flussi dei richiedenti asilo. “L’impatto delle migrazioni ha scosso la solidarietà tra gli Stati membri, perché manca una protezione efficace delle frontiere esterne”.

Ma non c’è solo la questione migratoria a porre degli interrogativi per l’Europa tutta e il suo settore primari. C’è l’uscita del Regno Unito dall’Ue che, riconosce Giansanti, rappresenta un’insidia per il ‘made in Italy’. “Tra i problemi che restano da risolvere c’è anche quello della tutela delle indicazioni geografiche e di qualità dei prodotti agricoli sul mercato britannico”. A questo si aggiunge ancora l’incertezza commerciale determinata dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Unione europea. Confagricoltura ritiene che la riforma della Politica agricola comune (Pac) “deve essere necessariamente inquadrata anche nel contesto della crisi in atto nel sistema multilaterale di regolazione del commercio internazionale”.

Come spiega Giansanti, “stiamo assistendo al ritorno dei dazi e delle contromisure di ritorsione su base bilaterale”. Un processo che “può alterare i normali flussi commerciali, anche a danno dei consumatori, perché il costo per l’alimentazione può salire”.
Confagricoltura chiede quindi più Europa per far fronte a tutte queste sfide. La ricetta che Giansanti presenta a Bruxelles prevede “rilancio degli investimenti, aggregazione dell'offerta, diffusione delle innovazioni”, tra cui il digitale, che a suo giudizio “potrebbe contribuire al salto di qualità che i cittadini chiedono”. Più in generale si chiede all’Europa “un piano organico di crescita sostenibile e duratura”, indispensabile per “competere sui mercati in ogni parte del mondo” e “garantire un futuro all’agricoltura italiana”.

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