L'Africa 'denuncia' l'Italia: "Sue imbarcazioni rubano il nostro pesce"

La Sierra Leone porta il caso presso l'Ue: pescherecci siciliani avrebbero catturato squali protetti in zone proibite. Mentre le organizzazioni del settore lamentano incursioni anche in Gambia e Guinea Bissau

Altro che aiutarli a casa loro. Se la denuncia dovesse essere confermata, per l'Italia non sarebbe certo una bella figura, tanto più in tempi di accuse di neocolonialismo, come quelle rivolte da esponenti del nostro governo alla Francia. I fatti, da confermare, sono i seguenti: alcuni pescherecci da traino italiani avrebbero effettuato "incursioni" in aree protette lungo la costa della Sierra Leone, catturando squali e infrangendo le stesse norme europee. E' quanto sostengono le organizzazioni di categoria dell'Africa occidentali, che hanno sporto denuncia presso l'Ue. 

La ricostruzione dell'accaduto è contenuta in un documento redatto dalla Confederation des organisations professionelle de peche artisanale (Coapa), che ha presentato il ricorso insieme con la Coalition pour des accords de peche equitable (Cape) e il Partenariat pour la conservation marine (Prcm). Nel testo, rilanciato dal portale di informazione marocchino 'Le360Afrique' e da altre testate africane, si riferisce che "pescherecci da traino di società siciliane hanno effettuato incursioni in una zona costiera riservata alla pesca artigianale, catturando specie di squali protette nelle acque territoriali della Sierra Leone". Secondo le organizzazioni, riporta l'agenzia Dire, attività illegali sono state compiute anche lungo la costa di altri Paesi, con l'uso di motori proibiti, anche in Gambia e Guinea Bissau. 

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