"Fish dependence day, d'ora in poi mangeremo solo pesce importato"

Il 9 luglio l'Europa avrà esaurito le sue scorte ittiche. Quelle italiane sono finite già il 6 aprile scorso. Lo rendo noto il Wwf: "Combattere il sovrasfruttamento dei mari". E lancia il 'banco interattivo'

Se dall'inizio dell'anno gli europei avessero consumato solo pesce, molluschi e crostacei catturati nelle proprie acque, le scorte sarebbero già finite. Per la precisione, dal 9 luglio fino alla fine del 2019 dovrebbero fare ricorso alle scorte ittiche importate dall'estero. Ecco perché il Wwf ha ribattezzato questa data il 'Fish Dependence Day'. Una data simbolica che dimostra la forte dipendenza del mercato Ue dalle importazioni di pesce estero. 

Guardando ai singoli Stati membri dell'Ue, l'Italia è tra i più 'dipendenti' dalle importazioni: le scorte di pesce 'made in Italy' sono andate esaurite già il 6 aprile. "In poco più di tre mesi abbiamo consumato l'equivalente dell'intera produzione ittica annuale interna: la nostra domanda di consumo è talmente alta da eccedere di circa 3 volte il supporto alimentare che pesca e acquacoltura nel Mediterraneo possono sostenere", si legge in una nota del Wwf. "Non a caso gli italiani sono tra i maggiori consumatori in Europa con in media circa 29 kg di pesce a persona all'anno (la media pro capite europea è di 22,7 kg/anno)", avverte l'associazione. "In Italia non siamo consapevoli della nostra stretta dipendenza dalle importazioni di prodotti ittici, in particolar modo di quanto incidano quelle provenienti dai Paesi in via di sviluppo".

Per il Wwf, la principale causa di questa carenza sta nel "drammatico stato in cui versano gli oceani e il Mediterraneo in cui ad oggi, l'88% degli stock ittici monitorati risulta sovrasfruttato. Stiamo mettendo a rischio la sopravvivenza delle risorse naturali marine e con loro tutte le comunità che vivono di pesca come fonte di cibo e di reddito, dai villaggi del Mediterraneo fino agli arcipelaghi indonesiani. Si tratta di circa 800 milioni di persone".

Per queste ragioni, l'organizzazione ambientalista invita i consumatori ad "adottare comportamenti di acquisto responsabili grazie al 'banco del pesce' interattivo, da oggi online, con cui sperimentare la sostenibilità delle proprie scelte". Nella guida online al consumo sostenibile l'organizzazione racconta quali sono i piccoli gesti responsabili che possiamo adottare negli acquisti di tutti i giorni, per fare la differenza: per esempio, privilegiare specie locali e poco comuni, utilizzare le etichette come fonte di informazioni utili nella scelta del pesce più sostenibile, conoscere le certificazioni, fare attenzione alle taglie minime di ogni specie.

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