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La strage silenziosa: in Italia 10mila morti all'anno per la resistenza agli antibiotici

Nel Belpaese, un terzo dei decessi registrati in tutta l'Ue. Sotto accusa "l'uso spregiudicato dei farmaci usati nel mondo animale"

L'uso spregiudicato dei farmaci usati negli allevamenti, ma anche la scarsa igiene nel lavarsi le mani e l'esagerato turn over dei pazienti nelle strutture sanitarie. Sono queste le principali cause che ogni anno in Italia provocano una vera e propria strage: oltre 10mila morti, il dato più drammatico in tutta l'Unione europea. Il motivo? La resistenza agli antibiotici. 

E' quanto emerge dallo studio presentato al settimo Congresso internazionale Amit  (Argomenti di malattie infettive e tropicali ) a Milano. "Qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, puo' essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non abbia mai assunto antibiotici corre il rischio di avere un'infezione da batteri resistenti", dice Marco Tinelli, presidente del Congresso Amit. 

Nei Paesi dell'Unione europea si sono verificati 671.689 casi di infezioni antibiotico-resistenti, a cui sono attribuibili 33.110 decessi soprattutto nei bambini nei primi mesi di vita e negli anziani. In Italia, le infezioni colpiscono dal 5% all'8% dei pazienti ricoverati, soprattutto quelli assistiti nei reparti di area critica. In questo scenario emerge drammaticamente che il nostro Paese detiene il triste primato di un terzo di tutti i decessi (pari a 10 mila morti) correlati all'antibiotico resistenza rispetto al resto d'Europa. 

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