Come diventare apicoltore in 5 mosse

Decidere di diventare produttore di miele comporta una formazione volta ad acquisire una serie di abilità pratiche supportate da una conoscenza teorica delle materie indispensabili nel settore. Ecco una lista coi principali consigli ed errori da evitare nell’approccio a questa professione

1.Non improvvisarsi apicoltori

Le discipline più importanti da conoscere prima di iniziare ad allevare le api sono l’ecologia, la biologia e la botanica. La preparazione teorica è essenziale per capire l’intera vita delle api, dalla fase dello sviluppo al loro modo di relazionarsi all’ambiente esterno. I cicli vitali delle api operaie e tutte le differenze con quelli dell’ape regina costituiscono l’ABC della professione. Per fare un esempio, sapere che le colonie orfane tendono ad allevare numerose regine, può essere utile per chi intende sfruttare l’allevamento intensivo di api regine.

È inoltre essenziale capire, studiando l’ambiente circostante, con quali fioriture si avrà a che fare. Un’infarinatura generale su questi argomenti può essere utile ancora prima di affrontare un corso. Manuali di apicoltura come “Le api. Biologia, allevamento, prodotti” di Alberto Contessi possono essere di grande aiuto per costruire una solida preparazione iniziale.

2.Seguire corsi di formazione

Il modo più semplice per trovare corsi di formazione è contattare l’associazione di apicoltori locali ed informarsi sui corsi per principianti. Di solito le lezioni durano qualche mese e prevedono, oltre ai moduli teorici, alcune lezioni sul campo.

3.Esperienza pratica 

Acquisite le conoscenze teoriche, occorre affiancare un apicoltore esperto sul campo per conoscere tutte le tecniche quotidiane e i segreti del mestiere. Dare una mano ad un professionista dell’apicoltura vi permetterà di evitare un domani gli errori che porterebbero compromettere intere annate. 

4. Acquisto delle famiglie e attrezzatura

Durante tutta la fase di formazione è consigliabile prendere contatto o chiedere informazioni su dove è possibile acquistare le api e l’attrezzatura appropriata per poterle allevare. A seconda che si voglia allevare per uso proprio o per la produzione commerciale, i costi possono variare molto. Chi riesce a procurarsi dei nuclei precoci all’inizio della primavera (entro aprile), può iniziare a produrre miele anche entro l’anno. Una soluzione più economica è sicuramente l’acquisto degli sciami, che avranno bisogno di un anno per cominciare il ciclo di produzione.

Discorso a parte merita l’attrezzatura necessaria per poter allevare in totale sicurezza sia per le api che per le persone che le staranno attorno. È indispensabile procurarsi gli indumenti protettivi, le arnie, i portasciami, affumicatore e smelatore. 

Per quanto riguarda il budget da mettere in conto per il primo investimento, si parte dai 150 ai 350 euro (a seconda delle specie e del periodo in cui si acquista) per una piccola colonia di api con arnia e struttura, a cui occorre aggiungere all’incirca un centinaio di euro per l’attrezzatura e altrettanto per la gestione del favo durante l’anno (alimentazione di soccorso, cambio dei favi se necessario, cure in caso di malattie). Comprendendo anche il costo del corso di formazione si superano probabilmente i mille euro. È importante considerare in anticipo il costo totale dell’investimento, per poter prendere decisioni ben ponderate a seconda che si voglia allevare api come semplice hobby o per diventare apicoltori professionisti, trasformando la passione in lavoro a tempo pieno. 

5.Guadagnare con l’apicoltura 

Secondo la Fai (Federazione Apicoltori Italiani) ci sono due regole da tenere in considerazione prima di cimentarsi nell’apicoltura a livello imprenditoriale:

  • L’apicoltura che da reddito è basata sul nomadismo, cioè sullo spostamento a seconda delle fioriture di stagione, che comporta il trasferimento periodico delle api;
  • Per mettere su un’attività commerciale occorre avere almeno un centinaio di alveari. 

Non bisogna poi dimenticare gli adempimenti di carattere burocratico che ogni imprenditore agricolo deve affrontare: oltre alle varie scadenze fiscali di chi guadagna dalla vendita del miele e dei prodotti derivati, l’attività dell’apicoltore è regolamentata sia sotto il profilo civilistico che amministrativo. In Italia vi è poi l’obbligo di denuncia e georeferenziazione degli alveari. Inoltre, bisogna seguire delle regole aggiuntive per decidere il luogo più idoneo in cui collocare i favi. Non bisogna dimenticare che la salute della api è di competenza dei veterinari, i quali rilasciano un’autorizzazione apposita anche per il semplice spostamento delle cassette.

Regole e burocrazia non devono comunque spaventare chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’apicoltura. Le diverse associazioni e confederazioni sul territorio offrono supporto anche da punto di vista legale.

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