Cos'è l'impresa agricola multifunzionale

I benefici del lavoro nei campi vanno oltre la semplice coltivazione, il lavoro di un agricoltore può contribuire a ridisegnare paesaggi, aiutare l'ambiente e anche a fare attività sociale

© European Union

Il lavoro dell'agricoltore non si riduce soltanto alla coltivazione di verdura o all'allevamento di bestiame ma può avere anche altri effetti sul territorio in cui opera. Può ad esempio ridisegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente, conservare la biodiversità, gestire in maniera sostenibile le risorse, contribuire alla sopravvivenza socio-economica delle aree rurali, garantire la sicurezza alimentare. Quando questo avviene si parla di agricoltura multifunzionale, un concetto introdotto per la prima volta in occasione dell’Earth Summit di Rio nel 1992, per essere poi ripreso nell’ambito delle discussioni relative alla Politica agricola comune (Pac) in ambito europeo.

Il primo riconoscimento ufficiale

Come spiega la Coldiretti nella sua guida alla creazione di un'impresa agricola il primo riconoscimento ufficiale di questa nuova forma di agricoltura, che si è poi tradotta praticamente nell’impresa agricola multifunzionale, è avvenuto con Agenda 2000, un pacchetto di riforme della Pac approvate nel 1999 e relative al periodo 2000-2006. Grazie a questa riforma la tutela dell’ambiente e della biodiversità hanno iniziato ad assumere un peso sempre maggiore nelle politiche agricole comunitarie, tanto da condizionare sempre più gli aiuti e i finanziamenti dell’Unione Europea verso il settore. In Italia il concetto di agricoltura multifunzionale è stato recepito nella cosiddetta “legge di orientamento del settore agricolo” (nel Decreto legislativo n. 228 del 2001), che ha posto le basi per una nuova configurazione giuridica e funzionale dell’impresa agricola.

Le altre attività legate a questo ruolo

L’imprenditore agricolo multifunzionale è colui che esercita l’attività agrituristica e vende direttamente al dettaglio i prodotti, ma anche colui che insegna, si prende cura del territorio e salvaguardia il paesaggio, che cura e mantiene l’assetto idrogeologico del territorio, riqualifica l’ambiente, gestisce le aree venatorie e la forestazione e in questo modo eleva il potenziale turistico di una determinata area e contribuisce allo sviluppo rurale del territorio. Secondo la legge n. 141 del 2015 anche le attività di tipo sociale definiscono l'esercizio di un agricoltore multifunzionale. Ad esempio attività di inserimento socio-lavorativo, oppure rieducative e terapeutiche, ma anche servizi di accoglienza e soggiorno a favore di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica, e di bambini in età prescolare nei cosiddetti agrinido e agriasilo.

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