“Ambientalisti? C’è qualcuno dietro”. Ministra costretta a dimettersi dopo le insinuazioni

In Belgio la titolare del ministero fiammingo per l’Agricoltura e l’Ambiente è finita nella bufera per aver gettato ombre sui gruppi ecologisti affermando di avere informazione di intelligence che non esistevano

la protesta dei giovani ambientalisti in Belgo - Foto Ansa EPA/STEPHANIE LECOCQ

Le scuse non sono bastate. In Belgio dopo giorni di critiche, Joke Schauvliege, ministra delle Fiandre per l'Agricoltura e l’Ambiente, è stata costretta a rassegnare le dimissioni. L’esponente dei Cristiano-Democratici si è resa colpevole di un errore politico mal tollerato in nord Europa, quello di aver mentito pubblicamente. 

L’ormai ex ministra si era scagliata contro le proteste sulle politiche ambientali che animano da tempo il dibattito pubblico nel Paese. Da settimane, ogni giovedì gli studenti scioperano per scendere in piazza e protestare contro le mancate contromisure del Governo di Bruxelles sul riscaldamento climatico. Anche i cortei organizzati periodicamente la domenica dagli ambientalisti vedono una partecipazione sempre maggiore da parte dei cittadini, ormai sensibili alle tematiche del rispetto dell’ambiente.  “So chi c'è dietro a tutto questo movimento, sia alle proteste domenicali che alle assenze a scuola del giovedì”, aveva tuonato la ministra Schauvliege insinuando che non fossero ambientalisti ma ben altro. “Mi è stato detto anche dalle forze di sicurezza statali”, aveva aggiunto, “quindi posso garantirvi che non vedo i fantasmi, ma che c’è molto di più dietro alle azioni spontanee di solidarietà per il nostro clima”, accusò apertamente durante una riunione sindacale degli agricoltori nella cittadina di Lierde.

Solo che alle richieste di chiarimenti arrivate sia dai verdi fiamminghi che dai partiti di destra, la Schauvliege non è riuscita a dare risposte su chi ci sarebbe stato realmente dietro le proteste. Dopo giorni di critiche incrociate, l’ex ministra ha ammesso su Twitter di essersi “espressa male” nei confronti delle forze di sicurezza, ammettendo quindi di non avere alcuna informazione di intelligence sui gruppi ambientalisti. Si è infine scusata con coloro che si erano sentiti offesi dalle sue parole.

Le richieste di chiarimenti si sono dunque trasformate in pretese di dimissioni. Colta sul fatto, la politica cristiano-democratica ha perso il posto nell’esecutivo fiammingo. Finita la bufera mediatica, l’ex ministra ha spiegato, nel corso di un’intervista radiofonica, di aver “ricevuto molte critiche sui social media e via email”. “Una settimana molto intensa”, ha concluso, “ho dormito molto poco e forse sono stato sopraffatta dalla frustrazione e dall’emozione”.  I suoi colleghi di partito hanno già indicato il nome di Koen Van den Heuvel come successore alla guida del dicastero fiammingo per l’Agricoltura e l’Ambiente.

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