"Banane più care per colpa di un fungo"

L'allarme lanciato dalla Fao riguarda il Fusarium wilt (TR4) che sta mettendo a rischio le coltivazioni in America latina e in Asia

Un fungo sta mettendo a rischio la produzione mondiale di banane e potrebbe portare a un'aumento dei prezzi di questo frutto. E' l'allarme lanciato dalla Fao nel Rapporto Food Outlook, che valuta anche gli ipotetici rischi della malattia su un mercato globale che vale 45 miliardi di dollari.

Sotto accusa è il Fusarium wilt (TR4), fungo individuato per la prima volta in America Latina, ma che rischia di diffondersi anche in altre aree del globo, in particolare in Asia. Nelle ipotesi più prudenti, scrive l'Ansa, considerando che il fungo non entri in altri Paesi dell'America Latina, oltre la Colombia dove è da poco stato rilevato, la graduale diffusione del TR4 rischia di avere conseguenze peggiori in Asia con un calo del 2% della produzione globale, la perdita di 240 mila posti di lavoro e l'aumento del 9,2% del prezzo di riferimento globale entro il 2028.

La diffusione del TR4 evoca il fantasma dei danni causati da una precedente varietà di Fusarium wilt, che negli anni '50 ha distrutto la varietà di banane Gros Michel, causando perdite per miliardi di dollari e la conseguente introduzione della varietà Cavendish. I funghi del Fusarium wilt sono particolarmente pericolosi, in quanto rimangono nel terreno per decenni, costringendo le aziende agricole ad abbandonare i campi per trasferire la coltivazione in nuove terre non colpite.

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Il ceppo TR4, segnala la Fao, è particolarmente insidioso in quanto colpisce anche varietà diverse dalla Cavendish, che rappresenta la parte maggiore del commercio mondiale del frutto. Una minaccia anche per la sicurezza alimentare, visto che banane apportano fino al 25% del fabbisogno calorico giornaliero nelle zone rurali di Paesi come Angola e Ruanda. Secondo l'analista della Fao per la frutta tropicale, Sabine Altendorf, l'ampia gamma di potenziali ramificazioni della diffusione del TR4 richiede un'elevata vigilanza nei centri di produzione in tutto il mondo, ma anche investimenti nella ricerca da parte dei Paesi sviluppati che importano 100 miliardi di banane consumate ogni anno. 

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