Tonno: un italiano su due lo mangia ogni settimana, ma va salvaguardato

Mercato in crescita trainato dalla vendita del pesce in scatoletta, dove l’Italia è seconda solo alla Spagna a livello europeo. Ma l’insostenibilità della pesca intensiva preoccupa ambientalisti ed esperti

Giunge alla terza edizione la giornata mondiale del tonno, istituita nel 2016 con una risoluzione delle Nazioni Unite al fine di sottolineare l’importanza di una gestione sostenibile della pesca di questa specie, tra le più consumate come alimenti a livello mondiale. La ricorrenza serve a richiamare l’attenzione sulle “minacce che incombono sulla popolazione dei tonni” e sui “vantaggi economici e sociali di una gestione sostenibile degli stock ittici”, recita il documento che istituisce la giornata

Prodotto tra i più amati dagli italiani

Più che sulla sostenibilità ambientale, i protagonisti dell’industria ittica mettono l’accento sulla storia del successo di mercato, che ha fatto guadagnare al tonno un posto tra i prodotti più amati dagli italiani, consumato dal 94% della popolazione. Quasi uno su due (il 43%) dice di mangiarlo ogni settimana. Questo pesce non manca neanche nella dieta degli sportivi, secondo l'indagine commissionata da Doxa/ANCIT (Associazione Nazionale dei Conservieri Ittici e delle Tonnare), che ne ha analizzato le preferenze di consumo. Tra gli intervistati che praticano sport, 7 su 10 lo inseriscono nella top 5 degli alimenti a cui non saprebbero rinunciare, insieme a carni bianche, legumi, yogurt e bresaola.

Fa bene alla salute

"Il tonno è un alimento estremamente nutriente e una risorsa importante per il benessere e la sussistenza dell'organismo”, sottolinea il professor Pietro Migliaccio, presidente emerito della Sisa (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione). Il comparto continua a macinare profitti e valore economico in Italia. A guidare la produzione è il prodotto in scatola, un business che solo nello Stivale ha un valore di circa 1,3 miliardi, con un consumo di 153mila tonnellate l’anno. A livello europeo solo la Spagna fa di più. Va forte anche l'export con oltre 24mila tonnellate di tonno in scatola italiano destinate ai mercati prevalentemente europei ma anche extraeuropei. 

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Pescato in 80 Stati

Ad oggi, più di 80 Stati praticano la pesca del tonno e la sua portata continua a crescere. “L'industria del tonno ha delle ottime prospettive perché risponde alla crescente richiesta di cibo nel mondo”,  spiega il presidente dell’Ancit, Simone Legnani. E numerosi sono i progetti e le certificazioni dell'industria ittica a sostegno della tutela della biodiversità marina, in linea con gli obiettivi della FAO e dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.  Ma la salvaguardia della sostenibilità, passa soprattutto per i protagonisti dell'industria ittica. Alcuni di loro, rispondendo alle richieste di ridurre il sovra-sfruttamento delle risorse e dalla pesca illegale, hanno avviato negli ultimi anni progetti finalizzate alla conservazione e alla tutela dell'ecosistema marino e della biodiversità. Sperando di tutelare la filiera che impiega, solo in Italia, circa 1.500 persone. E cercando, forse, di prevenire interventi del legislatore a tutela dell’ambiente, che temono potrebbe imbrigliare il settore.

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