Coronavirus, gli agricoltori Ue chiedono corsie preferenziali per migranti e merci

Un report della Copa-Cogeca parla di cali nelle vendite fino al 70% nei settori più colpiti: “Situazione sempre più difficile che sta avendo conseguenze drammatiche”

A causa della pandemia di coronavirus il settore agricolo si sta trovando ad “affrontare una situazione sempre più difficile”, che sta avendo “conseguenze drammatiche nelle aree rurali più colpite dell'Ue", con effetti che saranno avvertiti in maniera forte nel "medio-lungo termine".

Vendite in calo

È l'allarme lanciato da un rapporto della Copa-Cogeca, la lobby europea del settore agricolo, che analizza ciascun settore individuando quelli dell'allevamento, dei fiori e delle piante da aiuola, quelli più in difficoltà, con vendite attuali sotto la media di almeno il 60-70%. Secondo il report anche il settore delle carni si trova ad affrontare molteplici sfide legate al coronavirus con il consumo che è "drasticamente diminuito" a causa di chiusure di servizi alimentari, come hotel, ristoranti e catering.

Lavoratori stagionali

Per far fronte alla situazione, come racconta Euractiv, l'organizzazione chiede diverse misure. Innanzitutto sottolinea che il settore sta già affrontando "grandi sfide per l'occupazione" a causa delle restrizioni ai movimenti dei lavoratori, e questo dovrebbe continuare nelle prossime settimane. “Gli agricoltori dell'Ue dipendono sempre più dai lavoratori stagionali che forniscono assistenza preziosa durante i periodi di punta di piantagione, potatura e raccolta o per altri lavori agricoli. Le recenti restrizioni alla circolazione all'interno dell'Ue di lavoratori qualificati hanno già avuto un impatto notevole sulla pianificazione stagionale", afferma la Copa Cogeca.

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Frontiere chiuse

Così come un forte impatto lo hanno avuto le chiusure delle frontiere in diversi Stati. L'associazione insieme a ad altre organizzazioni come la FoodDrinkEurope, Celcaa, e la European Liaison Committee, ha chiesto a Bruxelles interventi anche in questo ambito. Il gruppo di pressione invita la Commissione a "collaborare con noi per mettere in campo una strategia coerente e chiara per garantire un flusso ininterrotto di prodotti agricoli, prodotti alimentari e bevande e materiali di imballaggio".

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