Nei campi migranti regolarizzati o chi ha reddito cittadinanza? Il Governo diviso

La sanatoria per 600mila migranti ipotizzata dalla Bellanova spacca l'esecutivo e lo stesso M5s. Crimi: "No a permessi di soggiorno temporanei agli irregolari"

“La questione mi pone di fronte a una riflessione attentissima, per me è motivo anche di permanenza del Governo. Non sono qui a fare tappezzeria”. Senza tanti giri di parole, la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, ha minacciato le dimissioni sul mancato consenso all’interno dell’esecutivo del suo piano di regolarizzazione di 600mila migranti tra braccianti e colf. “Per me - ha aggiunto l'esponente di Italia Viva - questa non è una battaglia strumentale, queste persone non votano”. La Bellanova nei giorni scorsi aveva chiesto di far “lavorare in modo regolare i cittadini senza permesso di soggiorno che sono in Italia” altrimenti “le aziende li utilizzeranno in modo irregolare, magari anche attraverso la criminalità''.

Contrario alla sanatoria il M5s

Un tema che ha visto uno scontro all’interno della maggioranza in un momento molto delicato per il Governo e per il Paese. “Le ipotesi in campo che prevedono la concessione di permessi di soggiorno temporanei a immigrati irregolari - risponde Vito Crimi del Movimento cinque stelle - non aiuta all'emersione di lavoro nero, tutt’altro”. Una differenza di linguaggio, oltre che di contenuti che vede da una parte “i cittadini senza permesso di soggiorno” e dall’altra gli “immigrati irregolari”, nonostante si stia parlando delle stesse persone. “Se noi concediamo uno status di regolarizzazione a chi è in Italia illegalmente - prosegue Crimi - consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero ed essere oggetto di sfruttamento”. “Massima disponibilità alla lotta al lavoro nero - ha concluso il pentastellato - ma non accetto che vengano dati dei permessi di soggiorno temporanei perché è lì, appunto, che si insidia il lavoro nero”.

Il Pd a favore della proposta

“Frutta e verdura rischiano di marcire nei campi e sugli alberi”, sostiene invece l’eurodeputato del Pd Pietro Bartolo. “Chi lavorava in agricoltura, dal nord al sud, la gran parte in nero, chiede sicurezza per tornare al proprio lavoro”, aggiunge l’eurodeputato e vicepresidente della commissione Libertà civili dell’Eurocamera. “Vedo cinismo e, forse ancora peggio, indifferenza - sostiene Bartolo - anche in parte del nostro Governo”.  “Ma che Italia è? Non doveva essere migliore?”, si chiede il medico di Lampedusa.

Divisioni tra i pentastellati

All’interno del M5s si registra comunque un dissenso interno alla linea dettata da Crimi. “La regolarizzazione dei braccianti agricoli stranieri è un favore all’Italia”, dice infatti la deputata del M5s Stefania Ascari. “Ce lo chiedono con forza gli imprenditori agricoli che hanno bisogno di manodopera per l'agricoltura italiana, ma è anche una questione di sicurezza sanitaria”, prosegue la pentastellata. “Contiamo infatti sul nostro territorio decine di migliaia di persone emarginate, escluse loro malgrado dai controlli e dalle tutele epidemiologiche, con potenziali rischi per tutta la popolazione. È anche una questione di dignità dei lavoratori - conclude l'esponente M5s - che troppo spesso vengono ricordati solo quando muoiono perché costretti a lavorare in condizioni disumane”. 

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