Pesce pieno di mercurio? Falso, mercato colpito solo in minima parte dai sequestri

Solo 59 irregolarità riscontrate per presenza di metalli pesanti su oltre 11mila prodotti e l'istituto superiore d sanità rassicura sulla rigidità dei controlli

Una paura infondata se si guardano i dati. Il pesce in commercio nei mercati ittici italiani viene monitorato per evitare che il contenuto di metalli pesanti non superi i limiti imposti dalle norme di sicurezza alimentare. Dalle analisi compiute su 11.178 prodotti ittici e molluschi solo 59 sono risultati irregolari per la presenza di una quantità eccessiva di metalli pesanti, che ne ha comportato il ritiro dal mercato. È quanto emerge dal rapporto del 2014 sulla vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia: numeri rassicuranti se paragonati alla paura che negli ultimi anni ha convinto molti consumatori ad evitare i mercati dei pesce. 

Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità rassicurano sulla rigidità dei controlli focalizzati sul rispetto dei limiti di mercurio negli alimenti, stabiliti dal regolamento europeo 1881/2006, consci che “alte concentrazioni di mercurio nell’organismo”, scrivono i medici dell’Iss,  “possono risultare tossiche per il sistema nervoso dei bambini e durante l'età fetale” e alti rischi si riscontrano anche tra le donne in età fertile, incinte e durante l’allattamento.  I medici ricordano poi l'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) consiglia di consumare pesce almeno due o tre volte a settimana, variandone le specie al fine di limitare il consumo di quelle che potrebbero avere un maggiore contenuto di metilmercurio, come i grossi predatori: squali, pesce spada, luccio, tonno e nasello. Trovandosi all’apice della catena alimentare marina, questi pesci sono più soggetti all’inquinamento.

Ma gli esperti ci tengono a precisare che “il controllo dei prodotti ittici all'importazione viene effettuato presso i Posti di ispezione frontaliera del ministero della Salute”, mentre per quanto concerne gli scambi tra Paesi membri dell’Ue “gli uffici del ministero dispongono l'esecuzione del controllo a destino da parte delle Aziende Sanitarie Locali-ASL”.  Grazie ai controlli effettuati, i consumatori non devono dunque rinunciare al pesce che “in virtù delle sue proprietà nutritive, è svantaggioso e esagerato eliminarlo totalmente dalla propria dieta”, osserva l’Istituto.  “Il pesce”, ricordano gli esperti, “è ricco di proteine facilmente digeribili ed è, inoltre, fonte di vitamine del gruppo B, D e A e di acidi grassi omega 3 con benefici effetti sul cuore”.

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