Italiani sempre più ghiotti di pasti pronti e take away: "Un business che vale 5 miliardi"

Cresce il comparto della ristorazione d'asporto, che ormai supera quota 110mila addetti in tutto il Belpaese

Foto ANSA/LUCA ZENNARO

Quello dei piatti pronti e take away è un business in continua crescita e che solo in Italia vale 5,5 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi che scatta una fotografia al settore nazionale delle pietanze da mangiare a casa. Solo in Emilia Romagna il take away registra un giro d’affari di 1,5 miliardi, seconda la Lombardia (1,3 miliardi) e terzo il Lazio con 840 milioni. Tra i territori, prima in Italia è Roma con 784 milioni, seguita da Ravenna con 578 milioni, Milano con 332 milioni, Monza con 300 milioni e Parma con 291 milioni.

Imprese e impiegati

A oggi sono poco meno di 38mila le imprese italiane attive nel settore dei cibi d’asporto, in crescita stabile rispetto agli scorsi anni. Aumentano anche gli addetti del settore, che conta circa 112mila persone rispetto alle 109mila dello scorso anno (+3%).

Le sfide

''La ristorazione senza somministrazione - dice Annarita Granata, consigliere della Camera di commercio che ha condotto lo studio - è un settore in cui convivono forme tradizionali di preparazione dei cibi da asporto come le rosticcerie e altre emergenti, innovative nel prodotto e nel servizio”. “L’importante - sottolinea Granata - è mantenere alta la qualità dell'offerta valorizzando anche il territorio e i suoi prodotti, in un settore come quello del food che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy nel mondo”.

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