Virus cinese, M5s a Ue: "Stop a import animali". Domani a Bruxelles riunione d'emergenza

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dovrebbe presentare a breve una stima dei rischi di contagio in Europa dopo la conferma della diffusione del nuovo coronavirus anche in Thailandia, Giappone e Corea del Sud

L'Unione europea blocchi l'import di animali vivi dalla Cina. E' quanto chiede il Movimento 5 stelle alla Commissione Ue, dopo la conferma della diffusione dell'epidemia di un nuovo coronavirus che avrebbe provocato già alcuni morti nella zona di Wuhan. Una situazione che verrà affrontata da Bruxelles in una riunione d'emergenza convocata per il 22 gennaio. 

"Non bisogna sottovalutare l'impatto del misterioso virus cinese - dice l'eurodeputato M5s Piernicola Pedicini - Serve una risposta consapevole delle istituzioni europee affinché mettano in campo attività di preparazione preventiva a una possibile emergenza sanitaria. I laboratori europei devono inoltre essere attrezzati per far fronte ai test specifici sul nuovo ceppo di coronavirus, così come devono essere valutate misure di restrizione alla circolazione e all'importazione di animali in Ue", aggiunge. "Il 31 dicembre 2019 - continua Pedicini - l'ufficio locale dell'Oms in Cina è stato informato di alcuni casi di polmonite di eziologia sconosciuta riscontrati nella città di Wuhan, la maggior parte in correlazione con visite al mercato ittico all'ingrosso della città. Pochi giorni dopo, un nuovo ceppo di coronavirus è stato identificato come virus causale e il mercato chiuso". Da allora sono stati accertati decine di casi e la conta delle vittime continua a salire. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha dichiarato che la probabilità dell'introduzione del virus in Ue è considerata bassa, ma per Pedicini "la probabilità di arrivo di possibili casi non vanno trascurati".

Proprio di questo si parlerà nella riunione di Bruxelles convocata dalla Commissione Ue. "La commissione sanitaria nazionale cinese - ha detto un portavoce Ue - ha confermato che il virus può essere trasmesso tra esseri umani. Stiamo seguendo la situazione. Sono stati confermati casi in Cina, Thailandia, Australia, Giappone e Corea del Sud". A livello Ue, prosegue il portavoce, "c'è stata una riunione il 17 gennaio, dove si è discusso della situazione epidemiologica e delle possibili misure, ma la Commissione organizzerà un'altra riunione il 22 gennaio quando la valutazione rapida dei rischi dell'Ecdc sarà pubblicata", ha concluso.

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