Ttip 2.0, Ue e Usa ci riprovano. Ma senza l'agricoltura, per ora

I ministri dei 28 Stati membri hanno dato il via libera ai negoziati per un nuovo accordo commerciale transatlantico limitato alla sola industria. Ma la Francia non ci sta

Libero scambio con gli Stati Uniti, l’Unione europea ci riprova. Il Consiglio Ue ha dato il suo assenso affinché la Commissione avvii i negoziati per un accordo commerciale con Washington. Dopo il trattato Ttip discusso nella scorsa legislatura europea e approdato nel nulla, adesso si tenta ancora. La decisione di organizzare nuove trattative è stata presa dai ministri dell’Agricoltura, i quali hanno però tenuto a precisare che la questione agricola non è sul tavolo. Non per il momento, almeno.

“Non stiamo parlando di agricoltura o appalti pubblici”, ha messo in chiaro in conferenza stampa Ștefan-Radu Oprea, il ministro per il Commercio e l’Ambiente della Romania, Paese con la presidenza di turno del Consiglio Ue. Quello che si decide di avviare è un negoziato di libero scambio limitato ai prodotti industriali. Poi si vedrà.

Le mire di Trump

Non è un mistero che l’amministrazione Trump vorrebbe poter esportare in Europa prodotto alimentari che però tutta una serie di Stati membri non vuole. Come la carne agli ormoni, per fare un esempio. Prodotti che hanno visto fin da sempre la contrarietà dei partiti attualmente al governo in Italia, preoccupati come la Francia per la tutela del ‘made in’.

I negoziati per un accordo di libero scambio sono parte dell'agenda commerciale concordata a luglio dell’anno scorso lo scorso luglio tra i presidenti di Stati Uniti e Commissione europea, Donald Trump e Jean-Claude Juncker, per evitare dazi americani sulle automobili e la componentistica auto prodotte in Europa. Un tema caro all’industria tedesca.

“Il Ttip è nel freezer e il fatto che sia obsoleto è esplicitamente citato”, tiene a precisare il commissario per il Commercio, Cecilia Malmstrom, contenta del mandato ricevuto a negoziare intese con il partner transatlantico. Dunque avanti con un ‘mini-accordo commerciale’ su un settore specifico. Che però in prospettiva potrebbe essere l’inizio per qualcosa di più grande e comprensivo. Dell’agricoltura, magari.

“Per l’Unione europea i prodotti agricoli devono restare fuori dal negoziato bilaterale”, taglia corto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, convinto della necessità di “avviare un dialogo concreto a difesa dell’agroalimentare”.

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