Api a rischio, sotto accusa Commissione e Stati Ue: "Documenti su pesticidi secretati"

Il mediatore europeo, organo di garanzia dei cittadini, ha aperto un'indagine per chiedere l'accesso alla documentazione relativa alle linee guida varate da Bruxelles nel 2014. Intanto, l'Esecutivo comunitario registra l'iniziativa di un gruppo di ambientalisti per salvare gli insetti dall'estinzione

Le linee guida che regolano l'uso dei pesticidi nell'Unione europea sono state varate nel 2014. L'anno scorso, la Commissione Ue ha vietato il commercio di alcune di queste sostanze, per la precisione di tre neonicotinoidi, considerati tra le principali cause della moria di api che rischia di provocare danni all'ecosistema e all'agricoltura. Eppure, secondo diverse organizzazioni ambientaliste, queste azioni non basteranno a salvare le api. Serve rivedere le linee guida alla luce delle ultime evidenze scientifiche. E aumentare la trasparenza sui processi che a livello dell'Ue portano alle decisioni sui pesticidi.

E' proprio su questo punto che vuole vederci chiaro il Mediatore europeo, organo di garanzia dei cittadini Ue. Che ha chiesto ufficialmente alla Commissione europea di rendere noti i documenti alla base delle decisioni prese sulle linee guida sui pesticidi nel 2014. Secondo il Mediatore, l'irlandese Emily O'Reilly, la Commissione avrebbe negato l'accesso pubblico alle carte violando le regole Ue. Carte da cui emergerebbe il ruolo degli Stati membri nella scelta dei pesticidi da autorizzare. 

E' cosa nota, infatti, che alcuni Paesi Ue hanno spinto e continuano a spingere per contrastare i limiti al commercio di queste sostanze. Quello che non è noto, perché i documenti ufficiali non sono mai stati resi pubblici, è il nome di questi Paesi. Saperlo aumenterebbe la pressione dell'opinione pubblica sui governi più restii a rivedere le linee guida del 2014, che, secondo Greenpeace, contengono norme che consentirebbero il commercio di nuovi pesticidi altamente pericolosi: "Non possiamo salvare le api se l'Ue consente a un pesticida velenoso di sostituirne un altro", dice l'ong. 

Intanto, la stessa Commissione europea sembra voler aprire uno spiraglio rispetto alle richieste degli ambientalisti. Bruxelles ha infatti deciso di registrare un'iniziativa dei cittadini europei dal titolo "Salviamo le api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa". Gli organizzatori chiedono alla Commissione di "adottare una legislazione per preservare e migliorare gli habitat degli insetti in quanto indicatori di un ambiente incontaminato".

La registrazione avrà luogo il 27 maggio 2019, data a partire dalla quale gli organizzatori avranno un anno di tempo per raccogliere le firme a sostegno dell'iniziativa. Se l'iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno 7 Stati membri nell'arco di un anno, la Commissione dovrà presentare una proposta legislativa in merito entro 3 mesi. E forse è questa la speranza di Jean-Claude Juncker, che di recente si è definito "un grande amico delle api".

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