“Europa senza pesticidi entro il 2035” parte la mobilitazione per salvare le api

Raccolta firma Ice per costringere la Commissione europea ad affrontare il tema della tutela della biodiversità. Gli ambientalisti puntano anche su una riforma che metta al primo posto “l'agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile”

Traguardo fissato a un milione di firme per una trentina tra associazioni e organizzazioni ecologiste riunite sotto lo slogan “Salviamo api e agricoltori”. Il numero di adesioni corrisponde al minimo necessario per obbligare la Commissione europea a discutere le proposte dei promotori, che prevedono, come primo punto, l’eliminazione graduale dei pesticidi di sintesi entro il 2035. L’uso di sostanze sintetiche in agricoltura andrebbe diminuito, a detta degli ambientalisti, “dell'80% entro il 2030, a cominciare dai più pericolosi”. Altri punti dell’Iniziativa dei cittadini europei, lo strumento di partecipazione diretta alle politiche decise a Bruxelles, mirano al “ripristino della biodiversità” e a “sostenere gli agricoltori nella transizione”. 

La raccolta firme

Le sigle promotrici, tra le quali c’è anche il comitato italiano “Marcia stop pesticidi”, fanno sapere che cominceranno a ottobre la raccolta di adesioni da parte di attivisti e cittadini che decideranno di abbracciare la causa. Avranno dunque tempo fino a ottobre 2020 per depositare le firme autenticate, presupposto necessario per ottenere un’audizione presso l’Eurocamera e la Commissione europea. 

La denuncia 

“Nell’Unione europea - denunciano i promotori dell’Iniziativa - le api stanno scomparendo, gli uccelli hanno smesso di cantare nei nostri campi e il numero di agricoltori sta diminuendo ad un ritmo allarmante”. Secondo gli ambientalisti “l’attuale modello di agricoltura industriale e intensiva ha portato al declino della biodiversità”. Da qui la necessità di “ripristinare gli ecosistemi naturali nelle zone agricole affinché l'agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità”. 

La proposta

Nel testo ufficiale della proposta, si precisa la volontà di riformare la filiera agroalimentare europea “dando priorità all'agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, sostenendo un rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche e consentendo la formazione e la ricerca indipendente degli agricoltori in materia di agricoltura senza pesticidi e Ogm”. 

Le organizzazioni promettono di dar voce “a coloro che vogliono un cambiamento di sistema, a vantaggio di tutti noi: agricoltori, consumatori e ambiente”.

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